Il caso.

Inflazione su del 3% nell’Isola, allarme per famiglie e imprese: «I consumi potrebbero crollare» 

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La tempesta perfetta è arrivata anche in Sardegna: i prezzi salgono, i consumi calano e per famiglie e imprese si prospetta l’ennesimo periodo di sacrifici. L’ultima fiammata dell’inflazione ha fatto scattare l’allarme di associazioni e pensionati, preoccupati per una crisi che si aggiunge a un contesto economico già precario.

Confcommercio Sud Sardegna, alla luce dei dati Istat, secondo i quali ad aprile i prezzi puntano verso il 3% di aumenti rispetto allo scorso anno, denuncia: «Un segnale che non possiamo sottovalutare», commenta il presidente Marco Mainas. «soprattutto in un territorio come il nostro, dove il potere d'acquisto delle famiglie è già messo alla prova da redditi medi più bassi rispetto ad altre aree del Paese».

Prudenza

Il circolo vizioso degli aumenti ormai è noto: «Il caro energia incide non solo direttamente sulle famiglie», spiega Confcommercio. «Ma anche sui costi operativi delle imprese, dal trasporto delle merci alla gestione quotidiana delle attività. Se questa tendenza dovesse proseguire, il rischio concreto è una contrazione dei consumi». Particolarmente rilevante - registra Confcommercio - è l'aumento dei prezzi dei beni di largo consumo e dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che impattano direttamente sulla spesa quotidiana. Un elemento che, secondo l'associazione, può influenzare negativamente la fiducia dei consumatori. «In Sardegna vediamo già segnali di maggiore prudenza da parte delle famiglie - prosegue Mainas - con una riduzione della spesa non essenziale e una crescente attenzione al prezzo. Questo si traduce in un rallentamento per molte attività commerciali, soprattutto nei centri più piccoli».

Fasce deboli

Ma l’impennata del carovita potrebbe questa volta lasciare a terra le fasce più deboli e meno abbienti. lo sa bene la Cisl pensionati che ha lanciato l’ennesimo allarme per la tutela delle categorie più anziane. «L’ultimo colpo sui prezzi innesca una serie di aumenti a catena», ha confermato il segretario generale FNP, Mimmo Contu. «Dal carrello della spesa ai servizi, trasporti, alle bollette della luce al costo della bombola, alle visite mediche a pagamento che per gli anziani sono già oggi irraggiungibili».

I numeri del sindacato sono allarmanti: in Sardegna i trattamenti pensionistici vigenti superano quota 597mila, con un importo medio mensile lordo pari a 1.186 euro. Le 280.136 pensioni di vecchiaia hanno un importo medio lordo di 1.703 euro mensili. Le pensioni di invalidità sono 34.941 per un importo medio mensile lordo di 1.297 euro; quelle superstiti 112.410 ( 867,78 euro). «I dati - aggiunge Contu - confermano la necessità di rafforzare le misure a tutela del potere d’acquisto dei pensionati».

La seconda criticità è la tutela della salute. «Nell’isola c’è una percentuale di over 65 tra le più alte in Italia per la percezione di uno stato di salute negativo e si registra il più alto numero di persone che rinuncia alle visite mediche ed esami specialistici».

Per questo la FNP CISL chiede un deciso rafforzamento della sanità territoriale, ma anche «la piena indicizzazione delle pensioni, il rafforzamento della quattordicesima per i redditi più bassi, la defiscalizzazione della tredicesima per lavoratori e pensionati, il riconoscimento del lavoro di cura, una riforma previdenziale strutturale che garantisca maggiore equità e sostenibilità».

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