La pm Sara Martino ha dato il via libera all’operazione delle Fiamme Gialle domenica scorsa, facendo arrestare a Olbia la messinese Vanessa Spadaro. Tutto secretato sino allo sbarco dal traghetto, avvenuto martedì mattina, dei presunti complici della donna, Luigi Tonti e Marco D'Avolio, di Foggia, e Mirko Forcelli, originario di San Giovanni Rotondo, sempre nel Foggiano. I quattro, stando agli atti di una indagine coperta dal massimo riserbo, avrebbero portato in Sardegna un drone, per uno o più incursioni nelle carceri dell’Isola (Bancali, Tempio e Nuoro). Raid dall’alto, questa è l’ipotesi, con l’obiettivo di fare entrare del materiale nei penitenziari. La magistrata, ieri mattina, ha seguito personalmente il trasferimento dei quattro nel palazzo di giustizia di Tempio e non ha fornito alcun elemento sulla attività, ancora in corso in Puglia e Sardegna.
L’ipotesi di reato è pesante, associazione a delinquere finalizzata “all’accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti” e all’introduzione di droga negli istituti di pena. Il fascicolo è secretato, ma la sensazione è che la pm Sara Martino non stia lavorando solo sulle posizioni delle quattro persone che (stando agli atti) avevano a Olbia la loro base operativa. La magistrata della Procura di Tempio starebbe valutando anche le condotte dei presunti destinatari del materiale che il drone sequestrato avrebbe dovuto trasferire dentro le carceri. L’operazione della Guardia di Finanza arriva proprio il giorno della dura nota della presidente della Regione, Alessandra Todde, contro la destinazione esclusiva di tre penitenziari sardi al regime del 41 bis.
Silenzio in aula
Sono in corso delicatissime inchieste sulla presenza di esponenti di spicco della malavita foggiana in Sardegna (e non solo dopo l’evasione del boss della Sacra Corona Unita, Marco Raduano dal carcere di Nuoro). Ieri i quattro arrestati (difesi dagli avvocati Pietro Cherchi, Ettore Censano, Antonio La Torre e Francesca Giuffrè) hanno fatto scena muta davanti alla gip Federica Distefano. Non hanno detto niente del drone trovato dai finanzieri dentro un’auto, a Olbia. Gli investigatori, stando a indiscrezioni, monitoravano Vanessa Spadaro che avrebbe avuto i contatti preliminari in vista dei “voli” sulle carceri sarde. Va detto che l’azione delle Fiamme Gialle non è avvenuta in prossimità di un penitenziario o di un altro obiettivo sensibile, è probabile che alla base dell’inchiesta della pm Sara Martino ci siano delle conversazioni intercettate e non è escluso che si tratti di dialoghi captati all’interno di istituti di pena. Negli anni scorsi diverse Dda della Penisola hanno scoperto presunte attività illecite nel carcere di Tempio (Nuchis) grazie a intercettazioni disposte lontano dalla Sardegna.
«No a un’isola carcere»
E mentre scoppiava il caso del drone arrivato a Olbia dalla Puglia, la presidente della Regione, Alessandra Todde lanciava il suo appello contro l’utilizzo esclusivo dei penitenziari di Uta, Bancali e Badu ‘e Carros al 41 bis. Todde ha dichiarato: «Il ministro Nordio aveva assicurato che nessuna decisione sarebbe stata assunta senza il coinvolgimento delle istituzioni regionali, questo coinvolgimento, però, non c’è stato. Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’Isola carcere. Chiedo ai sardi e alle sarde di far sentire la propria voce insieme a me, per dire con forza che la Sardegna non ci sta». «Questi signori – ha aggiunto a proposito dei detenuti in regime di 41 bis – rappresentano i consigli d’amministrazione della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra e sicuramente avranno un impatto sulle nostre attività, sull’economia e la sanità». E ci sono anche le prese di posizione dei gruppo Avs e Sinistra Futura in Consiglio regionale: «La Sardegna non è la Cajenna d’Italia». Fausto Piga, capogruppo di Fratelli d’Italia nell’assemblea sarda, prende posizione: «Il tema del 41 bis non è da sottovalutare, ma gli scenari catastrofici fatti dalla presidente Todde non si sono mai verificati». Il sindaco di Uta, Giacomo Porcu, si schiera con Alessandra Todde e invita i sardi alla mobilitazione contro il 41 bis: «Siamo pronti a ogni azione utile per fare valere le nostre ragioni, a breve riuniremo il Consiglio comunale».
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