Hanno riconquistato l’autostima, la serenità, la voglia di accettare le sfide della vita. Qualcuno, sentendosi ora sicuro di se stesso, ha anche avuto il coraggio di continuare il percorso lavorativo fuori Sardegna, e c’è chi si è pure laureato. Sono i piccoli grandi miracoli del progetto di inclusione non a caso chiamato Includis, che dopo gli esiti straordinari è pronto a ripartire con altre 38 persone. Includis è un programma rivolto alle persone fragili (dai 16 ai 64 anni) con forme di disabilità: fisiche, oppure seguite dal Centro di salute mentale, nell’ambito dello spettro autistico, o dal servizio di neuropsichiatria adolescenziale.
La rete delle aziende
Dopo un periodo di formazione, consente ai partecipanti di seguire per 16-18 mesi un periodo, retribuito, di tirocinio in una sessantina di aziende del territorio che hanno dato l’assenso ad ospitare ragazzi e ragazze, uomini e donne, in un’esperienza di vita e lavorativa straordinaria. Le aziende sono di tutti i tipi: commerciali, artigianali, di servizio, agricole, zootecniche. Il progetto nasce infatti con lo scopo di promuovere percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso programmi personalizzati costruiti da una mega squadra composta dai servizi sociali, dalla Asl, dalle cooperative del terzo settore (Le Api, la Isafr, Il Delfino) preziose nel tutoraggio educativo.
Possibile graduatoria
Col nuovo bando (finanziato dalla Regione con 738 mila euro) si sono fatti avanti 83 candidati provenienti dai 13 Comuni del Distretto socio-sanitario del Sulcis cioè Carbonia, Perdaxius, Giba, Nuxis, Masainas, Narcao, Portoscuso, Sant’Anna Arresi, Santadi, San Giovanni Suergiu, Tratalias, Villaperuccio. È seguita un’indagine per acquisire i dati utili a comprendere le tipologie di richieste, poi l’analisi delle competenze dei candidati. Si è scesi a 38 ma è altamente probabile l’apertura di una graduatoria nel caso in cui scattino rinunce o abbandoni. «In base alle testimonianze», spiega Irina Piras, assessora ai Servizi sociali di Carbonia, Comune in cui Includis è stato illustrato, «siamo dinanzi non solo a una crescita professionale ma anche emotiva: i protagonisti hanno dato prova di saper riacquistare l’autostima e si sono messi in gioco con coraggio».
Le storie
Alcuni casi sono commoventi, come ha raccontato durante la presentazione del progetto Erica Fanni, commerciante di lingerie di Carbonia in cui una delle protagoniste ha svolto il tirocinio: «La nostra ragazza ha superato con determinazione i timori e si è poi anche laureata in informatica». Importante anche il caso di un ragazzo, di Carbonia, che dopo il periodo nell’officina di un gommista, «ha raggiunto», rivela l’assessora, «esperienze talmente alte che ha avuto il coraggio di fare alcuni mesi di lavori fuori Sardegna». I tirocinanti percepiranno 500 euro al mese.
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