Un’ora e mezza di paralisi totale, feriti estratti dalle lamiere e una gestione del traffico che ha rasentato il grottesco: il “lunedì nero” della Statale 130 non è solo la cronaca di un incidente che di mattina ha coinvolto alcuni veicoli, ma l’ennesima prova di fragilità di un’arteria che, per volumi di traffico e pericolosità, è sempre più un gigante dai piedi d’argilla. Un altro incidente in serata, verso le 20, fra Elmas e Assemini: di nuovo circolazione quasi paralizzata, ma fortunatamente solo contusi. Solo a tarda sera il traffico ha ripreso a scorrere abbastanza rapidamente.
Ieri mattina alle 11.15, tra il semaforo di via Sardegna ad Assemini e quello di via del Pino Solitario a Elmas, lo scontro a catena. Cinque i veicoli coinvolti: due mezzi pesanti. Violentissimo l’impatto di fronte alla ditta Caroli e della Madeddu Manufatti: i vigili del fuoco hanno liberato i feriti incastrati negli abitacoli, poi trasportati dal 118 negli ospedali. Mentre la Polizia stradale eseguiva i rilievi, la gestione del traffico ha evidenziato falle dovute all’assenza di sbocchi alternativi. Inizialmente è stato deviato in una stradina sterrata con fossi e fango: un imbuto impraticabile per i tir, rimasti bloccati. Poi l’Anas ha scelto il cavalcavia della Sp2, ma il danno era fatto: chilometri di code e nervi tesi per novanta minuti. La soluzione al calvario quotidiano della Statale 130 ha un nome preciso: l’eliminazione degli incroci a raso. Da anni i Comuni dell’area vasta chiedono la sostituzione dei semafori con sovrappassi e rotatorie.
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