L’indiscrezione.

Inchiesta nata dal colpo alla Mondalpol di Sassari 

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Il fascicolo sul presunto assalto, poi fallito, al furgone della Battistolli che avrebbe dovuto portare l’oro dalla fonderie di San Gavino sono ad Arezzo è nato dalle indagini iniziate all'indomani della rapina del 28 giugno 2024 all'Istituto di vigilanza "La Vedetta 2 - Mondialpal” di Sassari. Quel giorno un commando di circa 15 uomini, armati di kalashnikov ed esplosivi, fecero irruzione con tanto di escavatore nell’edificio blindato in località Caniga, dileguandosi poi con circa 11 milioni di euro. Per scappare la banda aprì il fuoco contro un’auto dei Carabinieri sopraggiunta e un equipaggio della Polizia Stradale.

Nonostante al momento non trapeli nulla su quell’indagine, poi passata alla Direzione distrettuale antimafia e condotta anche dalla Sisco e della Mobile di Sassari, è emerso un ulteriore filone seguito dalla Mobile di Cagliari e dallo Sco: hanno individuato la nuova banda che stava progettando un’azione analoga, questa volta diretta ad un altro caveau, quello della società Portovesme srl che si trova a San Gavino Monreale. L’oro fuso in questo stabilimento viene poi trasportato verso Arezzo con i furgoni blindati della società Battistolli. La modifica del tragitto e degli orari di marcia del furgone avrebbero reso più difficile il piano già pianificato, facendolo virare sul nuovo obiettivo: il caveau contenente l’oro in partenza per la Toscana.

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