Il centro.

Inail, nuovo punto d’assistenza a Cagliari 

Il primo dell’Isola dedicato alle protesi, saranno circa 5mila i beneficiari 

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Dopo un grave infortunio sul lavoro non basta imparare a convivere con una protesi. Per molti lavoratori sardi comincia anche un altro viaggio: quello verso Vigorso di Budrio, alle porte di Bologna, sede del Centro protesi dell’Inail. Centinaia di chilometri, spostamenti in aereo, giorni lontani da casa e dalla famiglia per una visita di controllo o un percorso di riabilitazione.

Da ieri, almeno in molti casi, quel viaggio non sarà più necessario. Nella sede della Direzione regionale Inail di Cagliari è stato inaugurato il nuovo Punto di assistenza del Centro protesi, il decimo in Italia. Il presidio offrirà consulenze specialistiche, controlli, manutenzione delle protesi e percorsi riabilitativi ai lavoratori infortunati e ai tecnopatici (coloro che hanno contratto una malattia professionale) dell’Isola. Gli interventi più complessi continueranno a essere effettuati a Budrio. Secondo le stime dell’Inail saranno circa 5mila i potenziali beneficiari del servizio.

Il traguardo

«Per noi sardi è una notizia davvero importante», sottolinea la ministra del Lavoro Marina Calderone, originaria d i Bonorva. «Significa poter ricevere cure altamente specialistiche, senza affrontare trasferte nella penisola in un momento già difficile. L’obiettivo è accompagnare le persone nel percorso di riabilitazione e di reinserimento lavorativo, portando servizi sempre più vicini ai territori». «Finora queste persone erano costrette a raggiungere l’Emilia Romagna, affrontando spostamenti complicati e costosi anche dal punto di vista umano», aggiunge il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori. «Con questo presidio una parte importante dell’assistenza potrà essere garantita direttamente a Cagliari».

I numeri

Nei primi undici mesi dell’ultimo anno in Sardegna sono state presentate oltre 11mila denunce di infortunio e si sono registrati 27 morti sul lavoro. Fiori invita però a leggere i dati nel loro complesso: gli infortuni nei luoghi di lavoro, rapportati all’aumento degli occupati, risultano sostanzialmente stabili, mentre cresce il numero degli incidenti in itinere, quelli che avvengono durante il tragitto tra casa e lavoro e che sono spesso legati alla sicurezza stradale.

Un tema richiamato anche dal sindaco Massimo Zedda. «Per chi vive in Sardegna evitare viaggi nella penisola significa eliminare un’ulteriore difficoltà». Il primo cittadino ricorda come gli incidenti stradali abbiano nell’Isola un costo sociale di circa 428 milioni di euro l’anno. «Il problema del trasporto pubblico va a pesare anche sul Ministero del Lavoro, perché più persone prendono auto private aumentando il numero degli incidenti».

Tra chi conosce bene cosa significhi affrontare quel percorso c’è Lino Cianciotto, che ha perso una gamba in un incidente sul lavoro ed è stato seguito proprio a Budrio. «Lì non trovi solo specialisti, ma persone che stanno vivendo la tua stessa esperienza. Questo ti aiuta a guardare avanti». Per lui il nuovo presidio rappresenta soprattutto un vantaggio concreto: «Se oggi ho un problema con la protesi non dovrò più aspettare mesi per raggiungere Budrio. Avere un centro in Sardegna significa ricevere assistenza più rapidamente, evitando che piccoli problemi diventino grandi difficoltà».

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