La processione

In tremila per invocare unità, pace e fratellanza 

Monsignor Baturi: «Camminiamo nella notte  perché ci sia più luce». Il voto dei pellegrini 

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« Il Tuo popolo in cammino, cerca in Te la guida, sulla strada verso il Regno... Fratelli sulle strade della vita, se il rancore toglie luce all'amicizia, dal Tuo cuore nasce giovane il perdono ». Le parole, sulle note di una chitarra che risuona mentre il sole cresce e riscalda la scalinata del colle di Bonaria, si innalzano da una fiumana di pellegrini che rende omaggio alla Patrona Massima della Sardegna dopo una notte di cammino. I gradini vengono percorsi mano nella mano, poi un piccolo braciere accoglie i biglietti con le richieste alla Madonna e la benedizione finale dei padri Mercedari scioglie la fatica dei passi, accompagnati da preghiera, riflessione, parole che rafforzano i legami e chiedono l’intercessione della Madonna di Bonaria, verso cui la devozione dei sardi è immensa. Le lacrime che solcano i visi sono la testimonianza dell’emozione di quel momento, quando il cammino è compiuto e la luce del giorno indica la strada verso cui orientare la propria vita.

La fiaccola e la croce

La 40ª edizione della processione da Sinnai a Bonaria, organizzata dall’associazione Il Segno, guidata da Pierangelo Soi, cade nel centesimo anniversario dell’intitolazione della Basilica alla Madonna della Buona Aria, arrivata in una cassa sulle coste davanti al colle e custodita da quasi sette secoli dai padri Mercedari. Una storia di un viaggio che si ripete ogni anno e che nel 2026 è stata celebrata anche con una fiaccola trasportata da circa un centinaio di atleti lungo le strade del Cammino di Bonaria, da San Simplicio a Olbia. La torcia a olio è arrivata accesa sul sagrato e per gli ultimi venti chilometri da Sinnai a Cagliari ha affiancato la croce, sollevata a turno dai pellegrini, che hanno invocato la Madonna per chiedere perdono, pace, intercessione sulla vita, che sia di un trapiantato, di un malato di Sla, di un fedele alle prese con un caso oncologico, di un familiare preoccupato per i figli. E chi scioglie un voto, omaggia in qualche modo con oltre ventimila passi la propria fede: «Ho fatto un voto dieci anni fa e da allora ci sono sempre», racconta Luigi Puddu, con la pettorina gialla, mentre attende che oltre 1.500 persone (diventate poi 3.000 a Cagliari) gustino un po’ di caffè, una fetta di colomba e cioccolato nel centro Salesiano di Selargius.

Storie e Misteri

In venti chilometri di strada c’è il tempo di raccontare le storie della vita, recitare i Misteri Gaudiosi, Dolorosi, Gloriosi e della Luce, mentre padre Manuel, cappuccino francese da quattro anni a Cagliari e alla sua seconda processione Sinnai-Bonaria, illustra il Vangelo e riprende le parole dell’omelia di monsignor Giuseppe Baturi. «Il sentimento di noi stessi e del futuro dipende moltissimo dalle esperienze che abbiamo dell’amore della nostra madre – ha detto l’arcivescovo di Cagliari nella chiesa di Sinnai stipata in ogni suo banco – solo nel rapporto con la nostra madre impariamo chi siamo. Anche rispetto a Dio abbiamo bisogno di un sorriso materno. Il nostro rapporto con Dio è mediato dalla nostra madre, dalla Madonna, ci rende più facile il riconoscimento della sua presenza», ha aggiunto Baturi. «In questi secoli il popolo di Sardegna ha imparato a intessere i suoi destini con quelli della Madonna di Bonaria – ha aggiunto – e così il timore della guerra, la preoccupazione di una malattia, la speranza per la felicità di una nascita o di un matrimonio, la domanda della salvezza ci porta a continuare questo dialogo, il volto della Sardegna cristiana».

Il messaggio

E infine, tre parole per un messaggio universale: «Il cammino, la vita è fatta di passi, nessuno dei quali è definitivo, perché c’è una meta e tanti oggi non sopportano il cammino perché non conoscono la meta: la domanda è dove vogliamo andare? Gesù disse: alzati e cammina, perché il cammino è degno dell’uomo». La seconda parola è l’unità, «perché si possa camminare insieme e avere attenzione ai più deboli e condividere un’unica meta, la speranza». E in un mondo di guerre, «ci affidiamo a quest’altra logica, una fratellanza che abbraccia tutti. L’unità di stanotte sia una promessa per tutti». Il terzo è ultimo punto nasce dalle parole di Papa Leone in Angola: «Quando l’uomo desidera l’infinito riesce a trasformare il mondo, e il nostro cammino deve diventare il criterio della politica, dell’economia, dei rapporti sociali, non possiamo lasciare che il mondo sia governato dai prepotenti, ma pretendiamo un mondo diverso in cui non si muoia più né di fame né di odio. Vogliamo camminare nella notte perché ci sia più luce per gli uomini». Una luce che risplende sul mare di Cagliari, davanti a una scalinata colma di fedeli ed emozioni, da cui si leva un messaggio di pace universale, ripreso qualche ora più tardi nel corteo cagliaritano per il 25 Aprile. Un passaggio di testimone nel segno della pace e della Madonna di Bonaria.

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