MADRID. Una delle tre italiane date per disperse dopo il disastro ferroviario di Toledo é viva. Si è fatta sentire ieri mattina con il consolato italiano a Madrid assicurando di stare bene. Per le altre due connazionali di cui non si hanno notizie, entrambe residenti in Spagna, continua l’attesa: una è italo-argentina, l’altra italo-venezuelana. Fra i dispersi c’è anche la sorella di Jeremias Conte Grande, l’italiano rimasto ferito e ricoverato all'ospedale universitario di Toledo. «Ho appena parlato con l’unico ferito italiano. Non aveva una voce sofferente, non so quali siano le condizioni mediche. Era in viaggio con la sorella e lei è dispersa», ha informato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Il nostro console è sul posto, stiamo assistendo le famiglie», ha aggiunto, ribadendo la vicinanza dell'Italia alla Spagna, “Paese fratello” per la “tragedia immane”.
A Toledo, intanto, il dolore ha il volto di chi aspetta una telefonata, un nome, una conferma. Nella città sono state trasferite 52 salme, troppe per l’obitorio, per cui l'esercito ha dovuto allestire tende e container refrigerati. Venti esperti forensi lavorano per l'identificazione delle vittime, mentre i soccorritori continuano giorno e notte a cercare resti umani fra i rottami con unità cinofile, droni termici, che si muovono fra le ruspe giganti per sollevare le tonnellate di lamiere dei quattro vagoni ribaltati nel tremendo impatto fra i due treni dell'alta velocità. Dovuto, secondo i primi risultati nell'inchiesta riferiti dal Governo, a una sequenza di guasti al sistema di Lzb di controllo automatico dei convogli, culminata in un errore umano al centro di controllo Adif, il gestore delle infrastrutture, a Madrid. Le famiglie dei 64 passeggeri che ancora mancano all'appello, nei centri di assistenza allestiti fra Toledo, Santa Justa a Siviglia e Madrid, sono sospese tra la speranza e il timore di ricevere la notizia peggiore. «Vi prego, aiutatemi a trovare mio fratello Pepe. Era sul treno con il suo cane Trece e non sappiamo nulla di lui». È l’appello disperato di Esther Sanemeterio, che attraverso i social e le tv cerca di ottenere notizie del fratello José Ángel, detto Pepe, 54 anni, scomparso dopo lo scontro ferroviario. Il cane Trece è stato ritrovato vivo e restituito ai familiari. Ma di Pepe, i fratelli Esther e Manolo, cui è stato prelevato il Dna per le verifiche incrociate sui resti recuperati, restano in attesa di una risposta. Come i familiari di Carmen, Tamara, José Angel, altri passeggeri dispersi, che diffondono sui social le loro foto e le descrizioni nella speranza che possano aiutare a identificarli. Il bilancio della strage ferroviaria provvisorio è di almeno 69 morti.
Almeno 54 i feriti ancora ricoverati a Toledo e Madrid, ha indicato il presidente della giunta di Castiglia-La Mancia, Emiliano Garcia Page. Con lui, al Centro di coordinamento delle emergenze a Toledo. il premier Pedro Sanchez ha assicurato che «tutto lo Stato è mobilitato» per recuperare i corpi, identificare le vittime e assistere i feriti. Soprattutto, ha promesso che le cause saranno chiarite «fino all'ultimo dettaglio» e che «sarà rafforzata la sicurezza, perché non accada di nuovo». Parole che - dopo la precedente strage ferroviaria ad Adamuz (Cordoba) sulla stessa linea tav, costata a gennaio 46 vittime - ora il Paese attende di vedere tradotte in fatti. Il governo ha confermato la fiducia a Oscar Puente, il ministro dei Trasporti, che riferirà la prossima settimana in Parlamento.
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