Ricorrenza

In pellegrinaggio sotto le stelle 

Stamattina l’arrivo dei fedeli davanti alla basilica cagliaritana 

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Un pellegrinaggio, questa volta, illuminato dalle stelle, un viaggio di fede, di speranza, di gioia, canti, inni alla Nostra Signora di Bonaria. Ragazzi con lo zaino sulla spalla, uomini, donne, qualcuna in carrozzella, spinta dai familiari. Così il pellegrinaggio da Sinnai a Bonaria, arrivato alla sua 40esima edizione, è partito dalla chiesa e dalla Piazza di Santa Barbara a Sinnai, lasciandosi dietro la commozione di sempre, percorrendo alcune centinaia di metri, tutti in discesa, sul selciato della via Roma, sino alla cappellina che da 15 anni accoglie una piccola statua di Bonaria. Un’altra preghiera e poi, tutti verso Settimo San Pietro e l’hinterland per il viaggio di preghiera chiuso nel primo mattino al Santuario cagliaritano.

Il percorso da Olbia

Verso la mezzanotte davanti alla chiesa anche la fiaccola di Nostra Signora di Bonaria, portata da un gruppo di atleti che si sono alternati in un lungo viaggio di quasi venti giorni, partito da Olbia e proseguito nel tracciato del “Cammino di Bonaria”, ormai diventato una realtà grazie all’attività dell’associazione che ne porta il nome. Proprio nella città gallurese, la fiaccola era stata portata da Sinnai al santuario di San Simplicio, per iniziare il percorso in ricordo del centenario dell’intitolazione della basilica sul colle di Cagliari alla Patrona massima della Sardegna.

«È la stessa fiaccola che dieci anni fa – ha ricordato il presidente de “Il Segno”, Pierangelo Soi - percorse 1200 chilometri, toccando i principali santuari mariani delle diocesi sarde. Un evento proposto in occasione dei trent’anni del pellegrinaggio». Stanotte il rientro quindi a Sinnai dopo aver fatto tappa a Nuoro, sull’Ortobene, sul Monte Gonare e in tantissimi altri centri del Nuorese, della Marmilla, della Trexenta sino a Monserrato da dove ieri la fiaccola, dopo una sosta anche di fronte al carcere minorile di Quartucciu, è rientrata in paese.

La tradizione

All’ingresso della chiesa di Santa Barbara, è stata accolta dai canti del gruppo folk “Sa Rodia”, diretto dal maestro Maurizio Boassa. Sono stati momenti di intensa commozione, segnati dal canto tradizionale “di Bonaria Celeste Regina” e dai goccius del poeta sinnaese Ignazino Cappai: “ Salve Regina, bennia in d’una cascia po mari. Gioia nostra singulari de Bonaria…. ”. Subito dopo è iniziata la celebrazione della Messa in una chiesa affollata e con le immagini anche sulla Piazza dove è stato allestito un teleschermo.

Il pellegrinaggio, giunto alla 40esima edizione, si è sempre svolto, sfidando spesso il vento, il freddo e la pioggia. E persino gli anni del Covid. «Nell’occasione, tra il 2020 e il 2022 - ricorda ancora Pierangelo Soi - il pellegrinaggio era stato sostituito da messe in parrocchia e con una breve processione in piazza, col simuladro della Madonna di Bonaria portato in un camion».

Quest’anno, per il 40° anniversario, la processione è stata inserita appunto nel programma del Centenario della consacrazione del Santuario di Bonaria. Dopo il 1370, anno del ritrovamento sulla spiaggia della cassa con la Madonna di Bonaria, iniziarono i pellegrinaggi. Fra i primi anche quello partito da Sinnai. Nel 1987, un gruppo di amici di “Comunione e Liberazione” propose all’allora parroco di Santa Barbara, don Giovanni Abis, l’idea di ripristinare quel rito antico del paese: “Il pellegrinaggio a Bonaria”. Con don Abis, partirono a piedi in 250: a Bonaria, furono accolti da monsignor Giovanni Canestri, arcivescovo di Cagliari. L’anno successivo furono in 800, per arrivare negli anni anche oltre diecimila, a piedi, da Sinnai, a Settimo, Selargius, Monserrato, Pirri e Bonaria.

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