Iglesias.

In palestra contro il disagio 

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Lo sport come rivincita e riscatto sociale ha da sempre affascinato e ispirato capolavori letterari e cinematografici. A Iglesias opera una realtà che ricalca le orme di grandi film e di celebri romanzi. Si tratta della palestra di arti marziali Funakoshi “Gianfranco Atzori”, gestita da Antonio Matzuzzi, presidente, e dai soci Massimo Mattana, Marco Scarpa e Massimo Mosino. «Nella nostra palestra - racconta Matzuzzi - accogliamo numerosi atleti che provengono da situazioni di disagio economico e sociale». Le storie di vita che si intrecciano nella routine di esercizi fisici e allenamenti sono le più svariate: problemi di dipendenze, rapporti familiari complicati, depressioni o più semplicemente difficoltà a rapportarsi con una realtà sempre più complicata. Queste persone trovano qui la possibilità (a titolo completamente gratuito) di allenare corpo e mente affrancandosi dalla dura lotta quotidiana che ciascuno di loro deve affrontare. «La nostra - spiega Antonio Matzuzzi - è un’associazione sportiva senza scopo di lucro. Abbiamo deciso, insieme agli altri soci, di mettere il nostro tempo e le competenze tecniche e sportive a favore delle persone più fragili. In questo modo abbiamo avuto anche la possibilità di proseguire l’opera e l’esempio del compianto Maestro Gianfranco Atzori, fondatore della palestra, che fece della solidarietà uno degli scopi della sua vita». La struttura è così diventata un importante punto d’incontro sia dal punto sportivo che da quello sociale. «Da tempo – continua Matzuzzi – partecipiamo al “Progetto Sport” attraverso il quale l’amministrazione comunale e i servizi sociali ci affidano minori con diverse problematiche ai quali offriamo gratuitamente il nostro supporto«. Antonio Matzuzzi è stato un eccellente atleta di kick boxing e più volte campione italiano ed europeo nella sua disciplina. «Nemmeno io - conclude - ho avuto un’infanzia facile e lo sport mi ha aiutato a non perdermi tra le insidie della vita. Quando osservo i miei ragazzi che si allenano con entusiasmo fino a gareggiare in importanti competizioni, mi rispecchio in loro e sono felice di aver contribuito a dar loro, con l’aiuto dei miei soci, un o per riprendersi in mano i propri giorni, la propria vita e il proprio destino».

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