Il lutto.

In paese dolore, commozione e serrande abbassate 

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Mentre la folla riempiva il sagrato della chiesa di San Giorgio, c’è chi ha scelto di abbassare la serranda del proprio negozio, chi ha pubblicato un messaggio di cordoglio, e anche la scuola che il bimbo frequentava ha fatto la sua parte. Poche serrande abbassate in centro, ma qualcuno, pur lasciando aperta l’attività, ha messo accanto alla porta alcuni palloncini bianchi. Alla rosticceria di via Monserrato hanno scelto di chiudere, lasciando una rosa sulla serranda: «Conosciamo la famiglia del piccolo Lorenzo – racconta la titolare, Veronica Sanna – e volevamo partecipare al funerale. Davanti a un dolore del genere – aggiunge – si sarebbe dovuto proclamare il lutto cittadino».

In via Gorizia Veronica Cossu, Mattia Giordano e Maria Elisa Frau hanno deciso di ricordare Lorenzo esponendo dei palloncini bianchi accanto all’ingresso della pizzeria in cui lavorano: «È un modo per far sentire la nostra vicinanza, una scelta d’istinto, come un abbraccio per la famiglia». Stessa decisione anche per il bar di Alessandro Ferru, a pochi metri di distanza.

Giornata di lutto nella scuola “Collodi”, in via Ottaviano, del circolo didattico “San Giovanni Bosco”: «La classe – dice, tra le lacrime, la madre di un compagno di Lorenzo – è rimasta vuota: i bambini sono rimasta a casa». Oggi rientreranno. «Stiamo cercando un modo per comunicare la terribile tragedia, per spiegare loro che Lorenzo non sarà più presente», aggiunge la donna.

Tanti i messaggi pubblici di vicinanza da parte di associazioni e gruppi. La banda Giuseppe Verdi sul suo profilo online si stringe “con il cuore colmo di dolore” al nonno del piccolo, “il maestro Ignazio Murru, e alla sua famiglia”. E poi la Pro Loco: “Desideriamo far giungere alla famiglia il nostro più sincero abbraccio e la nostra vicinanza in questo momento di indefinibile sofferenza». Ancora, l’associazione Friends, che ha organizzato il carnevale previsto per domenica: “Ci uniamo con immenso dolore la perdita del vostro amatissimo bambino”. (g. l. p.)

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