La leggenda.

In migliaia per l’ultimo saluto a Baresi 

Da van Basten a Maldini e Baggio: tanti gli ex compagni di quel Milan e della Nazionale 

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Milano. Un lungo abbraccio, l’ultimo, tra cori, bandiere, e occhi lucidi: la Milano rossonera, e non solo, ha detto addio a Franco Baresi. In migliaia hanno sfidato il caldo torrido della città ad agosto per essere presenti al funerale, per ringraziare il campione e per riconoscere il giusto tributo a un pezzo importante della storia del Milan. Piazza Sant’Ambrogio, già gremita due ore prima del funerale, ha visto fumogeni, cori, sciarpe alzate al cielo, trasformandosi per qualche ora in uno stadio, perché è nel rettangolo di gioco che Baresi ha fatto innamorare e ha scritto la storia. Un campione amato trasversalmente, di cui i tifosi hanno sempre riconosciuto la correttezza, l’integrità, l’umiltà.

Cuori rossoneri

«Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è “Piscinin”, come veniva affettuosamente chiamato Franco Baresi. Nei piccoli», ricorda nell’omelia Monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, «Gesù vede le qualità del Regno: è indubbia la predilezione di Gesù per Franco Baresi». Tanti gli ex compagni presenti, Marco van Basten, Dejan Savicevic che ha mostrato insieme a Daniele Massaro la fascia da capitano autografata da Baresi. Poi Angelo Colombo, Nevio Scala, Alberico Evani, Marco Simone, Giovanni Galli, Mauro Tassotti, Filippo Galli. Molti hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, come Billy Costacurta e Ariedo Braida che ha declinato le richieste con le lacrime agli occhi. Emozionato anche Roberto Baggio, entrato nella Basilica insieme al nuovo dt della Figc, Claudio Ranieri, dopo il presidente della Lega Serie A, Simonelli. La storia del Milan sfila sul sagrato della Chiesa, sguardo basso e solo un gesto di saluto ai tifosi che acclamano e applaudono. Ovazione soprattutto per Paolo Maldini, che alcuni tifosi hanno implorato di tornare.

Il Milan di oggi

Per Gerry Cardinale e per il presidente del Milan Paolo Scaroni, invece, fischi e contestazione, sia all’ingresso sia all’uscita dalla Basilica. Manca la prima squadra del Milan impegnata in tournée in Australia. Partecipano al funerale solo Pulisic e Gimenez perché rimasti a Milanello per recuperare dai rispettivi infortuni. Non c’è Maignan, attuale capitano, ancora in vacanza dopo i Mondiali, ed è un’assenza che viene sottolineata da molti. Ci sono però alcuni rappresentanti delle giovanili femminili e maschili. E non è mancato l’omaggio dei rivali, con il presidente dell’Inter Beppe Marotta che ha ricordato i valori morali di Baresi.

Il feretro è stato portato sulle spalle da alcuni ex compagni. Lo hanno sorretto Donadoni, van Basten, Massaro, Albertini, Costacurta, Virdis, Ambrosini, Simone, Evani. I rossoneri che “scortano” il proprio capitano negli ultimi passi. Poi il saluto dei tifosi, tra fumogeni, cori, maglie storiche, la bandiera col 6 sempre protagonista in Curva Sud. Gli ultras urlano a squarciagola «non ti lasceremo mai, c’è solo un capitano» che poi è diventato «il» capitano. Perché Baresi era, ed è, il Milan.

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