Nelle discariche abusive, tra rifiuti ingombranti e bustoni di indifferenziato, spesso si trova quello che non ti aspetti. Confezioni di pasta, latte, biscotti. Tutto ancora sigillato e pronto per essere consumato. È il contenuto dei pacchi preparati con amore e fatica da missionari vincenziani, Caritas e parrocchiani per la famiglie indigenti, che però qualcuno ritira, e chissà perché, poi getta via
L’ultimo ritrovamento è di ieri con i viveri gettati in un terreno in via San Francesco dietro il cimitero comunale. Ma gli abbandoni sono frequenti, con cadenza settimanale, quando vengono distribuiti i viveri.
Lo sdegno
«Si tratta di un gesto ignobile che ci lascia tristi e amareggiati», dice il presidente della mensa del viandante in via Montenegro Marco Pilleri. «Perché così facendo tolgono il cibo agli altri. Non pensano alle persone che hanno bisogno e che a volte non vengono nemmeno a chiedere per la dignità che hanno. Questi invece vengono e prendono lo stesso anche se non gli serve in quel momento e poi gettano via. Noi purtroppo non possiamo controllare chi fa queste cose: certo è che chi ritira è inserito nella lista di chi ha bisogno».
Il duro lavoro
Gino Piras dei vincenziani aggiunge. «Siamo di fronte a comportamenti gravi. Se si pensa che in questo periodo le forniture alimentari sono ridotte e i vincenziani sopperiscono comprando il cibo con le loro forze. Restiamo allibiti da chi poi getta via ciò che noi raccogliamo con fatica. Basterebbe essere onesti e quando si viene a ritirare ammettere: «La pasta non mi serve questa volta perché ne ho ancora dal ritiro precedente, ma evidentemente non lo fanno».
Le famiglie assistite sono circa 600. A queste si aggiungono i 40 ospiti della mensa del viandante e le tante persone che due volte a settimana vanno all’Armadio del povero per ritirare gli abiti.
Degrado
Il presidente di Cittadinanza Attiva Oikos Michele Randaccio conferma. «Nelle nostre passeggiate ecologiche non poche volte, ma molto spesso, troviamo viveri nelle discariche ed è una cosa che ci indigna perché ci sono tante persone che hanno bisogno e tu che hai la possibilità di andare a prendere questi alimenti li butti?».
Parole dure arrivano anche dal parroco della basilica, don Alfredo Fadda che dice: «Davanti a queste cose si prova solo una grande sofferenza. Buttare i viveri che vengono comprati e raccolti è un dolore molto grande. Denota spesso che certi poveri non sono poveri perché altrimenti non getterebbero via gli alimenti». Alla luce di questo, «d’ora in poi faremo una selezione più rigida e seria. I vincenziani e gli altri enti fanno un lavoro enorme e non ci fermeremo davanti a queste cose che fanno solo male al cuore».
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