Inchiesta

«In dieci giorni dimezzato il fatturato» 

L’allarme dei commercianti di via Pergolesi dopo l’inaugurazione della pista ciclabile 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il martedì mattina, fino due settimane fa, era uno dei tanti momenti buoni della settimana. Le auto si fermavano davanti ai negozi, i clienti entravano per una commissione veloce, un caffè, un acquisto dell’ultimo momento. Adesso, raccontano i commercianti di via Pergolesi, lo scenario è cambiato. Le nuove piste ciclabili hanno ridisegnato la strada, modificato la viabilità, stravolto gli affari e la vita dei residenti. «Per cosa, poi?», domandano. «Queste piste ciclabili non le utilizza nessuno, o quasi», aggiungono. Risultato: «In dieci giorni abbiamo perso circa la metà del fatturato», racconta Paola Pettinau, titolare della storica rosticceria Rinaldo. Una stima che gli esercenti attribuiscono direttamente agli effetti del nuovo assetto della strada. «Il problema è che la nuova viabilità non ha previsto neanche spazi per il carico e lo scarico», spiega la titolare del ristorante Pergola Bianca. «È un disastro», le fa eco una dipendente della lavanderia accanto.

Lo scenario

Camminando lungo via Pergolesi, il tema ricorre praticamente davanti a ogni attività commerciale. Bar, negozi di alimentari, studi professionali e piccoli esercizi raccontano la stessa difficoltà: meno auto in sosta significa meno persone che si fermano per un acquisto. «Nessuno è contrario alle piste ciclabili», sottolinea Paola Pettinau. «Ben venga una città più sostenibile. Ma bisogna trovare un equilibrio e bisogna farlo in maniera intelligente, senza penalizzare nessuno. L’amministrazione ci dovrebbe tutelare, ma nessuno del quartiere, né residenti né titolari delle attività commerciali, è stato coinvolto prima che si iniziassero i lavori. Ora, noi paghiamo il conto in nome di una mobilità sostenibile che, qui in via Pergolesi, a giudicare dalle biciclette che transitano, è solo un principio», aggiunge. «Questa pista doveva essere fatta? E va bene», dicono i responsabili della gioielleria Capodoro. «Ma per come è stata realizzata c’è un problema di sicurezza per i ciclisti che la percorrono», aggiungono.

I parcheggi

La questione dei parcheggi è anche al centro delle lamentele dei residenti. L’amministrazione sostiene che con la pista ciclabile non sia stato eliminato nessun parcheggio: ma via Pergolesi, con una carreggiata larga dove si affacciano tantissime attività commerciali (oltre una sessantina), era abituata alla doppia fila. «Prima era complicato, adesso è diventato impossibile. Perché una decina di parcheggi non ci sono più», racconta Emanuele Cabiddu. «Questa pista ciclabile è stata imposta, non c’è stata nessuna concertazione. Hanno creato un danno ai commercianti e a noi residenti». E aggiunge: «Pensate a una famiglia con bambini che torna a casa, con il carico della spesa che cosa deve inventarsi adesso». Nel mirino dell’amministrazione c’è la doppia fila, non i parcheggi “regolari”. «Si crea anche adesso», dice Elena Floris, altra residente, «ma prima si poteva lasciare l’auto per qualche istante senza creare problemi al traffico. Adesso, con la carreggiata ridotta è un problema di sicurezza».

Via Dante

Le preoccupazioni dei commercianti di via Pergolesi riportano inevitabilmente alla memoria un precedente che, in città, continua a dividere. È quello della pista ciclabile di via Dante, la prima realizzata a Cagliari, oltre dieci anni fa, e all’epoca accompagnata da polemiche simili a quelle di oggi. Anche allora il nodo principale era rappresentato dalla riduzione dei parcheggi. A distanza di anni, però, il bilancio è meno netto. C’è chi continua a sostenere che la trasformazione abbia inciso negativamente sugli affari. «Una parte della clientela ha cambiato abitudini», racconta un dipendente del bar all’angolo con via Donizetti. Per altri, superato il momento iniziale, «la situazione è migliorata». Ma tra chi lavora in via Dante, la convinzione è la stessa che circola in via Pergolesi: ogni intervento dovrebbe essere accompagnato da un piano della sosta.

(2 – continua)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?