Carbonia.

In cima alle torri per rilanciare la città 

Dieci milioni per completare la rinascita della Grande miniera di Serbariu 

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Dieci milioni di euro per completare la riqualificazione della Grande miniera di Serbariu e concretizzare il sogno di fare di questo sito di archeologia mineraria il volano di un nuovo sviluppo turistico e culturale della città di Carbonia.

I fondi

«Abbiamo risposto a un bando della Presidenza del Consiglio dei ministri per la selezione di piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso al quale hanno partecipato circa settemila Comuni italiani. – spiega il sindaco Pietro Morittu che, con l’assessore ai Lavori Pubblici Manolo Mureddu e il dirigente Mario Mammarella, ha presentato questa nuova tappa raggiunta – La risorsa a disposizione era complessivamente di 250 milioni di euro e l’obiettivo era quello di premiare progetti orientati alla rigenerazione, alla riqualificazione e all’infrastrutturazione, nonché all’attrazione di investimenti privati volti al rilancio economico del territorio. Il fatto che il nostro progetto sia stato scelto tra migliaia di proposte, premia il lavoro e l’impegno dei nostri tecnici e permette di sommare queste risorse a quelle già ottenute in passato, arrivando a un totale di oltre 35 milioni di euro che permetteranno di portare al compimento tutti i progetti per la Grande miniera di Serbariu».

I dettagli

Una passeggiata nel sito che accoglie i visitatori nel cuore produttivo dell’allora città del carbone, permette di scoprire nel dettaglio ciò che questi fondi permetteranno di realizzare a partire dalle torri (o castelli) di ferro, simboli per eccellenza della città mineraria: «Il progetto per i pozzi Nord e Sud, del valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro – spiega l’assessore Mureddu - permetterà di riqualificarli totalmente e renderli fruibili ai turisti anche per le visite sino in cima, in totale sicurezza, per una visita guidata unica nel suo genere che permetterà di godere di un panorama spettacolare». La riqualificazione paesaggistica degli “spazi aperti” prevede una connessione tra tutti i luoghi della grande miniera come un immenso parco urbano (il valore complessivo di questa parte de progetto è di circa 4 milioni di euro, «con un’area riservata all’organizzazione di grandi eventi tra l’ex centrale elettrica, il museo paleontologico e la Sotacarbo. Un’area che in passato ha ospitato grandi concerti, che in parte è stata già messa in sicurezza e riqualificata con un prato in erba sarda e anche qui sarà realizzato un nuovo sistema di illuminazione, molto scenografica, per rendere l’intero sito più suggestivo al calar della sera. Tra le idee c’è anche quella di far suonare la sirena della miniera due volte al giorno». Tra i progetti anche quello (da due milioni di euro) per il recupero della grande torre di raffreddamento, rimasta fuori da tutti i precedenti interventi e che oggi ha grossi problemi strutturali: «Sarà totalmente riqualificata e all’interno di essa saranno installati dei sistemi di illuminazione per rappresentazioni artistiche. Diventerà un “luogo dell’arte” con potenzialità tutte da percorrere». Con circa 600 mila euro sarà realizzato il piano “Virtual Mine”, «ovvero – spiega ancora Mureddu – la ricostruzione virtuale della Grande Miniera di Serbariu, grazie alla quale il visitatore potrà immergersi nella vita dei nostri lavoratori ai tempi in cui la miniera era in attività. Ci siamo rivolti a una società specializzata in questi lavori e il progetto è davvero coinvolgente».

La promozione

Nei piani dell’amministrazione comunale, possibili grazie alla conquista di questo bando, anche un investimento di circa 250 mila euro per azioni immateriali per la valorizzazione e la promozione del sito minerario: «L’obiettivo è studiare un nuovo piano di gestione della miniera, un piano per realizzare un soggetto che ne curi la governance, magari una fondazione o un team di esperti capace di gestire tutte le realtà, musei, siti e strutture all’interno della Grande miniera. In questo modo, con un approccio manageriale, non solo si sarà in grado di attrarre finanziamenti che esistono nel settore della cultura, ma si potrà razionalizzare e organizzare meglio l’offerta culturale anche dal punto di vista delle risorse umane e degli strumenti finanziari disponibili. L’obiettivo è anche quello di promuovere, anche oltre l’Isola e il territorio nazionale, ciò che la città può offrire».

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