Arbus.

Imu, pioggia di accertamenti 

L’opposizione: procedura illegittima. Il sindaco Salis: per gli uffici è corretta 

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Nel Comune di Arbus si accende il confronto politico e amministrativo in merito agli avvisi retroattivi per chi non ha versato l’Imu per il 2020. Al centro della vicenda un’interrogazione al sindaco, Paolo Salis, presentata dal gruppo di opposizione “Avanti Arbus” che solleva dubbi sulla correttezza dell’azione. Nello specifico la contestazione riguarda l’emissione di ben 985 avvisi di accertamento, per un importo complessivo di oltre 568.000 euro, compresi imposta, sanzioni, interessi e spese; al momento sono 300 le richieste di riesame degli atti. Il contendere sta nell’omissione preventiva al confronto previsto dalla legge a tutela del contribuente. Sul caso, Salis è telegrafico: «Gli uffici sostengono la correttezza del procedimento. Vedremo se discuterne in Aula».

L’interrogazione

Secondo la minoranza, l’operazione – di dimensioni considerevoli - pone interrogativi sulla qualità dell’istruttoria e sull’adeguatezza dei controlli effettuati. Uno dei dubbi in merito alla legittimità della procedura riguarda il mancato contraddittorio con gli interessati, obbligatorio dalla norma dal 30 aprile 2024. Un semplice “richiamo al dovere” prima di emettere atti di pagamento senza coinvolgere gli interessati, salvo eccezioni previste dalla legge.

«Gli accertamenti in questione - racconta il primo firmatario dell’interrogazione, Agostino Pilia - rientrano nella norma, pertanto necessario il passaggio di confronto. La perplessità è anche l’elevato numero di richieste di verifica presentate: oltre 300 tra dicembre 2025 e gennaio 2026, pari a più del 30% degli avvisi notificati. Tra questi ci sono anch’io. I dubbi da me sollevati sono stati in parte accolti, da 800 euro ne ho pagato 500, a mio giudizio non dovuti. Esperti del settore mi hanno consigliato un contenzioso tributario. Non l’ho fatto soltanto perché avrei dovuto rassegnare le dimissioni da consigliere».

I rischi

Il collega sempre dell’opposizione Gianni Lussu, aggiunge: «L’elevato numero di famiglie che hanno protestato è sintomo di criticità diffuse, tra cui errori materiali, duplicazioni e mancata considerazione di versamenti già effettuati. Questo potrebbe comportare ricorsi davanti alla Giustizia Tributaria, con un impatto non indifferente sul bilancio comunale. Senza contare i disagi per i cittadini». Interviene anche il capo gruppo, Michele Schirru: «Il recupero dell’evasione è un atto doveroso, occorre però la massima cautela sia per evitare di trascinare il Comune in un susseguirsi di procedure giudiziarie, sia per non costringere i cittadini a spendere soldi per errori non commessi. E poi non è corretto sottoporre i piccoli e supposti evasori a iter burocratici lunghi e complessi, mentre dimentichiamo i grandi evasori della Costa Verde, diversi milioni non versati».

L’interrogazione, destinata a essere discussa in Consiglio comunale, apre dunque un fronte delicato che intreccia aspetti tecnici, giuridici e politici, che potrebbe avere ripercussioni per l’ente, tra l’altro in assenza di un regolamento delle entrate che deve ancora essere aggiornato alle nuove disposizioni.

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