I risultati.

Imprese e credito, la mediazione di FidiCoop 

Il presidente Cocco: «Rendiamo possibile l’accesso ai finanziamenti per crescere» 

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Ottenere un finanziamento è sempre più difficile per le piccole e medie imprese sarde. Tra tassi d’interesse ancora elevati e una contrazione del credito bancario, il sostegno dei confidi torna ad assumere un ruolo centrale per molte aziende dell’Isola. È in questo contesto che Fidicoop Sardegna, il confidi regionale della cooperazione promosso da Confcooperative e Legacoop, ha archiviato il 2025 con un ritorno a un risultato positivo nella gestione operativa.

Il bilancio

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio, registrando un miglioramento dei conti grazie al contenimento dei costi e al mantenimento dei ricavi derivati dall’attività di garanzia. Nel corso dell’anno Fidicoop ha rilasciato nuove garanzie per 27 milioni di euro, contribuendo a sostenere affidamenti bancari per circa 97 milioni. Lo stock complessivo delle garanzie attive supera oggi i 51 milioni di euro, coperto da un fondo rischi monetario da 28 milioni, alimentato anche grazie al contributo annuale della Regione. «In questo scenario il ruolo dei confidi è sempre più centrale», dice il presidente di Fidicoop Fulgenzio Cocco. «La nostra attività serve proprio a rendere possibile ciò che per molte realtà, da sole, sarebbe difficile ottenere: l’accesso al credito per investire e crescere».

I settori

Più della metà delle operazioni, oltre il 55%, riguarda il comparto agricolo e agroalimentare, da sempre settore centrale per l’attività del confidi. Un dato che riflette la vocazione produttiva dell’Isola e la necessità di sostenere un comparto che fatica ad accedere al credito ordinario alle stesse condizioni delle grandi imprese.

Il sistema dei confidi sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Gli operatori attivi a livello regionale sono ormai pochissimi, e questo ridisegna gli equilibri del mercato delle garanzie. Una contrazione che potrebbe rafforzare il ruolo di chi è rimasto, anche grazie agli interventi legislativi attualmente in corso. «Cerchiamo di costruire strumenti sempre più vicini alle esigenze delle imprese», prosegue Cocco, richiamando il recente accordo con Finart, confidi del comparto artigiano, nato per sviluppare un modello di credito di prossimità. «L’obiettivo è rendere il sistema più efficiente e più vicino ai territori, perché le imprese hanno bisogno di interlocutori che le conoscano davvero».

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