«Ho viaggiato il mondo e non mi sono mai sentito tanto disabile come nella mia città». È uno sfogo carico di rabbia e delusione quello di Valter Cocco, pensionato di 62 anni, in sedia a rotelle da quando ne aveva poco più di venti.
Dal 2016 porta avanti una battaglia precisa: ottenere una fermata del Ctm accessibile ai disabili in via Italia, a Pirri, in direzione Cagliari. Una richiesta che, a distanza di anni, resta ancora senza risposta. «In tutta la municipalità – spiega – esiste solo una fermata predisposta e va in direzione opposta. Il problema non riguarda solo me: è una questione che coinvolge molte persone». La sua è una denuncia che si trascina da tempo. «Ho scritto più volte alle istituzioni, al sindaco, al prefetto, al presidente del Ctm, che è anche a capo dell’associazione invalidi civili di via Mameli». L’ultimo appello risale a febbraio 2026, «ma la risposta è sempre la stessa: un rimpallo di responsabilità e competenze tra gli enti».
Oggi, la fermata accessibile più vicina si trova a 3 chilometri e 200 metri dalla sua abitazione. Quella sotto casa, invece, lungo una delle vie principali della municipalità e servita dalle linee più importanti, resta inaccessibile. «Vorrei solo godermi la pensione, potermi spostare in autonomia e usufruire di un servizio per cui pago ogni anno l’abbonamento». La vita di Cocco è cambiata poco più che ventenne, dopo un tumore al midollo operato a Roma. Un evento che non gli ha però impedito di viaggiare: «Sono stato in tutto il mondo con mia moglie e i miei figli. Mi piacerebbe avere la stessa libertà qui». Le difficoltà, invece, sono quotidiane. «I pullman spesso sono costretti a fermarsi in mezzo alla carreggiata, la rampa è troppo ripida e senza accompagnatore non riesco a salire. Alcuni autisti sono gentili e mi aiutano, ma non sempre accade. Se la fermata fosse predisposta, non dovrei chiedere aiuto a nessuno». A complicare ulteriormente la situazione, anche le auto parcheggiate negli spazi riservati ai mezzi pubblici. «In quei casi si è costretti a salire dalla strada. Ma come faccio io?».
Da qui l’appello alle istituzioni: «Chiedo solo che il Comune e il Ctm si mettano una mano sulla coscienza. Chi vive una disabilità affronta difficoltà ogni giorno». E conclude con amarezza: «Nella vita non si deve prendere in giro nessuno, soprattutto chi soffre ogni giorno». Una denuncia che riporta al centro il tema delle barriere architettoniche e del diritto alla mobilità: «Mi sento disabile per colpa degli ostacoli che incontro. Vorrei essere ascoltato una volta per tutte».
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