Forlì.

«Immaginare papà ucciso in ambulanza è peggio del lutto» 

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Forlì. Solo l’idea che il padre possa essere stato ucciso «è difficilissima da accettare, è peggio del lutto». La sta vivendo «malissimo» Valeria, una delle quattro figlie del sassofonista Vittorio “Victor” Benini, morto il 13 ottobre a 84 anni. L’ipotesi, da confermare, è che sia indicato tra le vittime nel fascicolo a carico del 27enne Luca Spada, l’autista di ambulanze indagato a piede libero per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal mezzo di sostanze venefiche.

Il decesso inizialmente era apparso a tutti come naturale. Benini aveva avuto un arresto cardiaco il 9 ottobre durante un trasferimento dalla struttura di lungodegenza di Santa Sofia all’ospedale di Forlì per degli esami di routine. A quanto risulta era su un’ambulanza guidata da Spada. Era intervenuto un medico che lo aveva rianimato, ma poi le condizioni erano peggiorate e quattro giorni dopo era morto nella clinica di Santa Sofia. Le figlie ora si sono affidate agli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, che assistono i familiari di un'altra presunta vittima, l'85enne morta il 25 novembre per la quale è stata disposta l'autopsia. Vogliono verificare se il caso di loro padre sia effettivamente uno di quelli attribuiti dalle indagini al 27enne di Meldola e poi valutare quali azioni mettere in campo. Al momento si parla di otto morti sospette. «Ci auguriamo con tutto il cuore che alla fine emerga che nostro padre non risulti coinvolto. Spero possa esserci un po' di serenità e rispetto del nostro lutto», dice Valeria Benini, spiegando di non aver sospettato nulla fino a pochi giorni fa: «È stato ancora più devastante sapere tutto dai giornali. Procura e carabinieri intanto restano in silenzio. L'indagato, in questi giorni, ha rilasciato diverse interviste per ribadire la propria innocenza e anche sua la compagna è intervenuta con parole in sua difesa. A novembre, quando ha ricevuto l’avviso di garanzia, attraverso la sua legale Gloria Parigi ha formalizzato ai pm la richiesta di essere sentito. Fino a giovedì su Instagram si definiva «produttore e conservatore della tradizione romagnola» con emoticon di piadine, oltre che «dipendente croce rossa Italiana», con emoticon di una siringa e di un’ambulanza. Da ieri l’immagine della siringa non c’è più.

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