Su il sipario.

“Iliade” in versione stand up Perché l’epica ci serve ancora 

Con il mordace e beffardo collettivo Terzo Segreto di Satira 

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«Odisseo è la guest star, e ovviamente arriverà in ritardo».

È impegnato con la promozione del film di Nolan.

«Eh sì, lui, che è un egocentrico fino al narcisismo, si prende i suoi tempi e bacchetta gli altri».

Gli altri sono Achille, Paride ed Elena, che, invitati da Il Terzo Segreto di Satira, decidono di prendere il microfono e raccontare, ciascuno a modo suo, il proprio punto di vista sulla guerra di Troia. La versione che Omero, con l’Iliade, ha consegnato alla storia e al mondo. I protagonisti che ne pensano? Il collettivo milanese ha deciso di dar loro la parola e sceglie il registro della stand-up comedy, perché l’ironia è il naturale contraltare dell’epica.

“Iliade Open Mic”, in scena oggi nell’area archeologica di Nora alle 20, sotto le insegne del CeDAC per il “Festival La notte dei poeti”, è il debutto teatrale (dello scorso anno) del Terzo Segreto di Satira, un collettivo milanese di autori satirici, noto per i suoi video irriverenti sulla politica e la società italiane, pubblicati inizialmente su YouTube. Composto da Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi, il gruppo ha lavorato in tv da “Report” di Milena Gabanelli a “Piazzapulita” di Corrado Formigli. Ha realizzato dei film, tra cui: “Si muore tutti democristiani“ (2018) e “Mollo tutto e apro un chiringuito” (2021), e da poche settimane è su Prime Video “Super Market“, la loro prima serie tv.

Il pretesto della rimpatriata, sul palco del “Troy Comedy Club”, è parlare di temi tra comicità e improvvisazione che, a dispetto dei quasi tremila anni trascorsi, sono questioni del presente: la guerra, la pace, la discriminazione di genere, con vari riferimenti a fatti e personaggi attuali.

Alice Redini, il suo è uno dei quattro monologhi, giusto?

«Sì. Sono con Francesco Arienzo, Maurizio Bousso, Walter Leonardi e Marco Ripoldi. Io presto la voce a Elena, gli altri ad Achille, Paride e Odisseo. Poi c’è un presentatore che coordina gli interventi».

Perché il collettivo ha voluto che fosse lei a parlare per tutti?

«Non lo so, ogni volta tocca a me. Forse perché sono la più disciplinata? Sono quella che se le dici di essere alle 12 in un posto, c’è».

Nolan porta Omero al cinema con il kolossal, voi, invece, a teatro con la stand-up comedy. È il momento di dissacrare l’epica?

«Secondo me non la dissacriamo, la rendiamo fruibile. Attualizzare non è mai dissacrare: è far vivere, rendere leggibile».

C'è ancora bisogno di epica oggigiorno?

«È una bella domanda. Forse abbiamo bisogno di dare più peso alle scelte quotidiane, individuare dei valori e seguirli in modo coerente nel rispetto nostro e degli altri».

Vuol dire che abbiamo più bisogno di moralità?

«Abbiamo bisogno di prendere posizione, cosa che non facciamo più. Siamo rinchiusi e protetti nei nostri social, pensiamo soltanto a noi stessi ed evitiamo di impegnarci».

Elena e Paride, che cos’hanno da dire a propria discolpa?

«Allora, Elena tiene subito a precisare che lei è Elena di Sparta e non Elena di Troia (quanti risolini inutili a scuola!) e poi darle la colpa della guerra è spropositato: suvvia, considerare il rapimento di una donna la causa di un conflitto decennale, possiamo crederci? Lei è il pretesto di Menelao: il marito vuole invadere Ilio perché si vocifera che ci sia il petrolio. Paride, invece, è un pacifista: questa guerra non la voleva».

Achille?

«È molto più sexy di Paride».

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