Assemini.

Il “Villaggio dei bambini” divorato dal fuoco 

In cenere l’apiario e il frutteto: raccolta fondi per sostenere la fattoria didattica “Niabi” 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un incendio, divampato in poche ore, ha inferto una ferita profonda a Niabi, il progetto di agricoltura biologica e pedagogia naturale in località Sa Carroccia, ad Assemini. Quello che fino a pochi giorni fa era un luogo di crescita, un laboratorio a cielo aperto dove bambini e adulti potevano riscoprire il contatto autentico con la terra, è stato devastato dalle fiamme, lasciando dietro di sé un paesaggio di cenere e desolazione.

Passione e dedizione

Il bilancio del disastro è pesantissimo: il fuoco ha cancellato gran parte della riforestazione, il frutteto, circa 6.450 delle 6.500 piante di lavanda che profumavano i campi, e ha compromesso seriamente l’apiario. Distrutte anche le strutture in legno del “villaggio dei bambini”, costruite negli anni con passione e dedizione, insieme a gran parte del prezioso materiale didattico utilizzato per laboratori educativi e gite scolastiche.Niabi non era solo un’azienda agricola. Era una scommessa, nata dall’unione di due professionisti: Elisabetta Dessì, architetto e imprenditrice agricola, e Luca Gasole, psicologo e formatore specializzato in pedagogia della natura. Dal 2019 questo spazio è diventato un punto di riferimento fondamentale per la comunità di Assemini e per tutta la Sardegna, promuovendo inclusione, rispetto per l’ambiente e benessere psicofisico attraverso esperienze all’aria aperta.

La speranza

Eppure, proprio dalle ceneri di questa devastazione, è nata una risposta corale di straordinaria intensità. Appresa la notizia, un’ondata di solidarietà ha travolto i social e il territorio. Gli “amici di Niabi” hanno lanciato immediatamente una raccolta fondi sulla piattaforma Sapeo. La risposta è stata fulminea: in meno di due giorni, la generosità di decine di sostenitori ha già permesso di superare la soglia dei 6mila euro. Un segnale tangibile di quanto questo luogo fosse radicato nel cuore di chi lo ha frequentato.Luca ed Elisabetta, nonostante il dolore per la perdita di anni di sacrificio, non si sono arresi. Hanno già tracciato la rotta per la rinascita: giugno sarà dedicato alla bonifica del terreno e alla messa in sicurezza delle piante superstiti, mentre tra settembre e ottobre si lavorerà alla ricostruzione degli impianti di irrigazione, dell’apiario e del villaggio didattico.

La mobilitazione

Per sostenere concretamente la ripartenza, i fondatori hanno lanciato un appello non solo economico, ma anche pratico. Per questo fine settimana è stata organizzata una mobilitazione generale per la pulizia del campo. Servono braccia, mani pronte a sporcarsi e, soprattutto, tanto entusiasmo per trasformare, insieme, un atto di pura distruzione in una delle più belle storie di solidarietà e resilienza collettiva che il territorio abbia mai vissuto. Perché, come ricorda Francesco Restivo, uno dei sostenitori del progetto, «investire in Niabi significa investire nel futuro delle nuove generazioni e nel bene comune».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?