Algeria.

Il viaggio in Africa inizia con la tappa alla Grande Moschea 

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Nel volo che da Roma lo ha portato ad Algeri, prima tappa del suo viaggio in Africa, il Papa va avanti nel suo programma che è tutto improntato alla costruzione della pace e alla necessità di «alzarsi», come lui stesso dice, «per dire che c'è una via migliore».
E quindi, nel primo discorso, quello alle autorità dell'Algeria, paese che ha tanto sofferto e ora guarda al futuro con maggiore serenità, tuona contro i «neocolonialismi» e contro chi fa morire i migranti non solo in mare ma anche nelle traversate del deserto. «Guai, se ne facciamo cimiteri dove muore anche la speranza! Liberiamo dal male questi immensi bacini di storia e di futuro! Moltiplichiamo le oasi di pace, denunciamo e rimuoviamo le cause della disperazione, combattiamo chi lucra sulla sventura altrui! Sono illeciti guadagni, infatti, quelli di chi specula sulla vita umana, la cui dignità è inviolabile», ha detto Leone nel discorso alle autorità dell'Algeria. «Un nuovo corso della storia» è oggi «più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali», ha detto il Papa nel discorso alle autorità, invitandole a giocare un ruolo da «protagonisti». «Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri - questo l'Africa lo sa bene - distruggono il mondo». Il processo di pacificazione passa innanzitutto dal dialogo tra le fedi.

E non a caso, nella prima giornata del suo viaggio apostolico, il Papa visita la Grande Moschea di Algeri perché «siamo tutti fratelli e sorelle, e figli dell'unico Dio». Anche il ricordo dei martiri, come i monaci assassinati a Tibhirine trent'anni fa, e le due suore agostiniane, alle quali ha reso memoria nel pomeriggio, è molto delicato: «Di fronte all'odio e alla violenza, sono rimasti fedeli alla carità fino al sacrificio della vita, assieme a tanti altri uomini e donne, cristiani e musulmani». Quindi oggi è importante «l'impegno a promuovere pace e unità», a partire dalle fedi, perché al fondamentalismo, non del tutto sopito, oggi si aggiunge la secolarizzazione, un'altra via per mettere a tacere il bisogno di pace che arriva dal mondo della fede.

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