amministrative 2026

Il veterano di Sanluri sfidato dalla preside all’esordio in politica 

Urpi a caccia del terzo mandato Fenu: «Alleanza con i giovani» 

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«I partiti sono come le scarpe per gli orientali: le devi levare prima di entrare in casa». Così Alberto Urpi, 48 anni, sposato con due figli, dirigente in aspettativa di Abbanoa, si ri-ri-presenta ai sanluresi nella campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Non è esattamente un debuttante, malgrado la giovane età rispetto alla media della politica: corre per il terzo mandato consecutivo a capo di una coalizione di due liste (“Progetto Sanluri” e “Sanluri Civica”) «che non ha colore politico, come si deve fare nei Comuni: schieriamo sanluresi di centrosinistra e di centrodestra. La politica nel senso dei partiti resta fuori dal Municipio, proprio come le scarpe in Oriente», riassume Urpi, alla conclusione di un secondo mandato per il quale aveva battuto il candidato di Fratelli d’Italia, nel 2020, con un dato non proprio trascurabile: il 90 per cento dei voti. Imbattibile, Urpi? Lui non lo dice, anche per scaramanzia. Soprattutto, a non affermarlo è Cinzia Fenu, 52 anni, preside dell’Istituto comprensivo Sanluri-Serrenti, sposata, due figlie e un figlio. Debuttante assoluta (mai stata consigliera comunale, mai avuti ruoli politici), contende al pluri-sindaco la poltrona nelle elezioni di domenica e lunedì. Con una lista, manco a dirlo, senza simboli di partito e quindi civica che si chiama “Stai a Sanluri Stato-Sanluri-Seddori s’Innova”. Dove “stai”, in sardo, è inteso anche come “stagno”.

Il veterano

Urpi, fortissimamente Urpi, dunque, ed è la terza volta, ma era stato anche vice sindaco di Alessandro Collu. I primi cittadini lamentano sempre scarsi finanziamenti, lui no: «Li otteniamo, il problema è che manca il personale per spenderli: siamo ottomila residenti, ma Sanluri è il centro attrattore di tutta la zona e di giorno forniamo servizi a 25mila persone. Dunque, strade, negozi, uffici pubblici e imprese da 25mila, non da ottomila». I dipendenti comunali sono 55: «Venti in meno di quanti ne sarebbero necessari», sospira Urpi, che precisa: «Non mi ricandido per lamentarmi, ma per risolvere». E allora, ecco la lista della spesa: «Il rischio idrogeologico a Sanluri Stato, il raddoppio dei posti all’asilo nido in corso per consentire ai bimbi dei pendolari di frequentare qui, finalmente una Rsa pubblica. E poi Sanluri centro culturale con festival letterari, stagioni teatrali, turismo storico: abbiamo raddoppiato i biglietti venduti per Castello e Museo». Poi, sostegno all’associazionismo anche sportivo, investimenti sull’istruzione e servizi alle imprese.

La sfidante

Dal suo schieramento Cinzia Fenu, che è preside, certamente vuole impegnarsi per la scuola. Non si perde in chiacchiere: su WhatsApp, il suo motto è “Se vuoi, puoi. Se puoi, devi”: «Poche chiacchiere, molta azione», in altre parole. «Abbiamo tanti, tanti giovani nelle nostre liste», si rallegra Fenu, «persone che hanno studiato all’estero e sono tornate per far fare un salto in avanti a Sanluri. In prima fila ci sono i servizi alla persona, la ri-valorizzazione della vita culturale e i beni immateriali come, ad esempio, l’istruzione». Stop agli egoismi: «A Sanluri ciascuno pensa per sé, noi invece promuoviamo l’alleanza tra cittadini per il bene comune». Che cosa offrire alla popolazione? «Di sicuro l’ascolto, seguito dall’azione amministrativa. Noi vogliamo combattere la solitudine e l’isolamento, che sono i problemi principali di tanti sanluresi. E poi c’è la borgata: Sanluri Stato deve ritornare a essere il centro vivace di quando ero bambina. Devono inoltre rientrare i giovani fuggiti per cercare lavoro». E Urpi? Fenu non si scompone: «Avversario temibile, ma noi siamo temerari. Non andiamo allo scontro, però andiamo alla sfida. E poi, tutto questo fervore elettorale sta facendo dire ai cittadini che a Sanluri si sente odore di democrazia».

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