Tempio.

Il vescovo e le nuove sfide della Chiesa 

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Nel Te Deum di fine anno, celebrato in cattedrale a Tempio, il vescovo Roberto Fornaciari, alla luce di un mondo che cambia, ha riflettuto su quattro urgenze che attraversano oggi la vita della Chiesa e che parlano, indirettamente, anche alla società civile: la vulnerabilità, il superamento del modello fondato sulle opere, la trasformazione dell’autorità e l’impatto delle tecnologie digitali.

Scuole, strutture assistenziali e presidi educativi, per lungo tempo identificati con la presenza ecclesiale sul territorio, oggi si riducono, cambiano funzione o vengono cedute. Per Fornaciari non si tratta di un fallimento, ma di un passaggio verso forme di presenza meno legate alla gestione e più orientate alla prossimità: «Il futuro non sarà delle opere, ma delle presenze libere. Non delle strutture, ma delle relazioni umane sane. Non dei numeri, ma della credibilità».

Quanto al mondo digitale, Fornaciari ne ha riconosciuto la portata trasformativa, invitando a ripensare linguaggi, utilizzo e partecipazione senza demonizzazioni. «Introduce nuove forme di prossimità e nuove forme di solitudine», ha detto: «Anche il magistero recente invita a riconoscere il digitale come ambiente di vita e di evangelizzazione». «A Maria Madre di Dio e nostra – ha concluso – affidiamo le attese di pace del mondo contemporaneo». (c.ro.)

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