Regno Unito.

Il vertice Starmer-Burnham prepara la staffetta 

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LONDRA. I rituali di partito richiedono i loro tempi, ma tutti sanno ciò che conta: c'è un nuovo sceriffo in città e il suo nome è Andy Burnham. Il passaggio di consegne in casa laburista fra il premier dimissionario britannico, Keir Starmer, e l'ex sindaco di Manchester, suo successore annunciato, è di fatto già in itinere, certificato dal faccia a faccia fra i due protagonisti-rivali all'indomani del passo d'addio comunicato da sir Keir.

Cosa si siano detti nel dettaglio e quale fosse l'atmosfera non è dato sapere. Di certo c'è che poco dopo è arrivata la rassicurazione di Downing Street, affidata a un portavoce: la compagine in carica per gli affari correnti non avvierà alcun «progetto politico importante» e non firmerà «impegni di spesa» ulteriori per lasciare mano libera a quella entrante. L'unica iniziativa di peso in calendario rimane l'illustrazione in Parlamento del nuovo, controverso Piano d'Investimenti per la Difesa.

La partita per la successione, tecnicamente, scatterà fra il 9 e il 16 luglio, con la presentazione formale delle candidature alla successione dinanzi all’esecutivo nazionale laburista. Al momento in campo c'è solo Burnham - esponente progressista della “soft left” interna sostenuto da gran parte degli oltre 400 deputati di maggioranza dopo la vittoria schiacciante alla suppletiva di Makerfield contro l'arrembante destra trumpiana di Nigel Farage - consapevole di potersi comportare da leader in pectore.

Il suo orizzonte più immediato è quello di una possibile incoronazione il 16, da parte del gruppo parlamentare, in assenza di altre nomination. E di un ingresso a Number 10 già il 17: settimo primo ministro nei 10 anni esatti trascorsi dal referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016 fra promesse tradite, delusioni crescenti, nodi irrisolti e instabilità politica senza precedenti. Sono tuttavia spuntati due outsider che starebbero valutando se provare a scendere in campo, per spingere se non altro Burnham a sottoporsi anche al voto della base, allungando i tempi del cambio della guardia formale sino ai primi di settembre. Si tratta del ministro Darren Jones, residuo fedelissimo di Starmer, e di Al Carns, ex militare di carriera senza alcuna storia politica alle spalle, dimessosi poche settimane fa dalla carica di viceministro della Difesa.

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