Regione

Il vero rimpasto dopo il referendum 

A rischio il Dem Cani (Industria) e i tecnici Manca (Trasporti) e Spanedda (Enti locali) 

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L’avvicendamento Cocco-Motzo agli Affari generali era annunciato e quindi atteso, il rimpasto – quello vero – vedrà la luce dopo il referendum. Cioè, allo scadere della tregua siglata da presidente della Regione e Pd dopo lo strappo sulle nomine nelle Asl. Il segretario regionale dei democratici l’aveva detto chiaramente all’ultima direzione del partito: «Dopo due anni di legislatura è giusto fermarsi e fare un tagliando, se vogliamo migliorare la vita dei sardi dobbiamo avere il coraggio di dirci cosa funziona e cosa no, e questo tagliando deve riguardare tutto, senza zone grigie, senza intoccabili». Le questioni oggetto delle trattative sono tante: la sanità e l’interim della governatrice, gli assessori in rampa di lancio per il Parlamento e ai quali verrà chiesto di lasciare l’incarico in Giunta sei mesi prima del voto, il Pd che insiste per avere un quarto nome nella squadra di governo.

Nodo interim

Andando con ordine, la sanità è il nodo più importante ma anche il più difficile da sciogliere. Todde ha l’interim da oltre tre mesi e questo non fa che accrescere i malumori in maggioranza. Ma la governatrice non pare intenzionata a rinunciare al doppio incarico. Se anche volesse, non saprebbe chi nominare. L’assessorato è sotto l’egida del M5S e non ci sono tante figure nell’Isola ritenute adatte a ricoprire il ruolo. L’attuale assessora al Lavoro Desirè Manca poteva essere una di queste, ma sul punto la presidente era stata chiara mesi fa, quando al timone c’era ancora Bartolazzi: non se ne parla proprio. Il veto è rimasto, nonostante una parte del Pd sarebbe disposta ad accettare Manca purché l’interim finisca. In alternativa, raccontano i rumors, Todde potrebbe affidare le redini dell’assessorato al suo attuale Capo di gabinetto, Stefano Ferreli. Ma quasi nessuno nel Campo largo sarebbe d’accordo.

Quarta casella

Al momento di affrontare la verifica, è molto probabile che il Pd rivendichi una quarta casella in aggiunta alle tre (Ambiente con Rosanna Laconi, Bilancio con Giuseppe Meloni e Industria con Emanuele Cani) che già controlla. In cambio, il partito di Silvio Lai sarebbe anche disposto a cedere la presidenza del Consiglio regionale, se e quando Piero Comandini la lascerà per candidarsi in Parlamento. Al suo posto potrebbe subentrare l’attuale vicepresidente Giuseppe Frau (Uniti con Todde).

Il Pd chiede un quarto assessorato ma non è escluso che proponga anche sostituzioni di almeno uno dei tre in carica: a rischiare sarebbe Cani, considerato dai suoi troppo filo presidenziale. Al suo posto arriverebbe qualcuno indicato dalla sinistra del Pd, qualcuno come la vicepresidente dell’Assemblea del partito Ivana Russu. Anche Meloni potrebbe lasciare, ma solo in caso di una sua corsa al Parlamento nel 2027.

Chi rischia

Tra gli assessori attuali, a rischiare sono soprattutto i tecnici voluti da Alessandra Todde, per il semplice motivo che non sono legati ai partiti. Quindi Francesco Spanedda (Urbanistica) e Barbara Manca (Trasporti). Più Spanedda, comunque: la Giunta ha già perso una donna e non può perderne un’altra per il rispetto delle regole sulla parità di genere. Con la verifica dovrebbero arrivare risposte anche al gruppo in Consiglio regionale. Se Desirè Manca sarà candidata in Parlamento, le sarà chiesto di lasciare la guida del Lavoro sei mesi prima del voto. Al suo posto potrebbe arrivare l’attuale capogruppo Michele Ciusa (a sostituirlo alla presidenza del gruppo sarebbe Gianluca Mandas).

Polemiche

Intanto, restano le polemiche legate alla decisione di sostituire Mariaelena Motzo con Sebastian Cocco al Personale. Secondo il segretario regionale di Forza Italia Pietro Pittalis «il continuo valzer assessoriale nella Giunta Todde desta preoccupazione. L’ennesimo cambio di guardia conferma l’immagine di un esecutivo fragile e attraversato da tensioni che rischiano di paralizzare l’azione di governo». In difesa di Motzo, il sindaco di Bolotana Francesco Manconi: «Contestata perché competente ed efficiente, per la sua onesta, per essere una donna con la schiena dritta che non si piega ai diktat; per aver dato visibilità, con la sua azione politica indefessa, ad un assessorato per sua conformazione anonimo e grigio».

Sindacati

I sindacati sono perplessi: «Vogliamo esprimere il nostro apprezzamento nei confronti dell’assessora Motzo, per l’ottimo lavoro portato avanti d’intesa con le nostre organizzazioni sindacali e nell’interesse dei dipendenti della Regione e degli Enti, Agenzie, Aziende ed Istituti regionali, dalla fine del 2024 ad oggi», si legge in una nota di Uil Fpl, Fesal e Clares. Che ricordano, in particolare, «il forte impulso dato dall’assessora alla definizione del rinnovo contrattuale per il triennio 2022 – 2024 che ci ha consentito di ottenere un recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni di grande importanza».

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