Ciclismo.

Il tricolore è di Balliana 

Il diciottenne di Arborea vince il titolo italiano Juniores 

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La frase di Beppe Martinelli gli frullava in testa: «Sei un vincente». Enrico Balliana ci ha creduto subito, ma ora, vestito di tricolore sul podio del campionato italiano Juniores di ciclismo su strada, ci crede anche di più. Ha appena battuto in una volata a due il veneto Riccardo Rosso, tagliando il traguardo incredulo, le mani sul casco, la scritta Sardegna sulla maglia e lo stemma dei Quattro Mori sul manubrio. Il suo è un capolavoro inedito: la Sardegna su strada aveva vinto tra i Pro con Fabio Aru, tra gli Élite con Emiliano Murtas e tra i dilettanti “seconda serie” con Gigi Dessì, oltre che con Gianluca Moi a cronometro, ma mai tra gli Juniores. Discorso a parte se si parla della pista, con i due titoli di Alberto Loddo tra il 1996 e ’97 (Km da fermo e velocità olimpica).

La gara

I 169 partenti del campionato allestito dalla Ciclisti Sorani si sono confrontati su un percorso di 128,6 km tra Sora e Atina. Già il chilometraggio, il doppio delle normali gare che nell’Isola la categoria affronta in promiscuità con gli Allievi, lascia intuire che Enrico ha dovuto percorrere altre strade (sostenuto dalla propria famiglia) per verificare quanto cristallino fosse quel talento che tutti avevamo intuito sin dalle prime pedalate. In gara, assieme a lui, con la maglia bianca Sardegna, anche suo fratello Andrea (un anno più giovane, altrettanto interessante, che ha chiuso in un gruppo staccato), Luca Biancu e Gabriele Marrocu (entrambi tra i 106 ritirati). «È stato un finale sicuramente molto particolare», racconta Enrico al termine, dopo l’abbraccio con i genitori. «Io sapevo di non essere favorito in caso di arrivo in gruppo e di dover anticipare ragazzi come Pezzo Rosola o Fedrizzi o Solavaggione. Sapevo che dovevo andare in fuga. Con Beppe Martinelli e Sergio Goggi abbiamo deciso che l’opzione migliore fosse provare attorno al secondo o terzo giro. Sono riuscito ad andare via, sentivo che le gambe erano buone».

La svolta

Balliana ha attaccato ma nel finale era braccato prima dal campione uscente Vincenzo Carosi, poi da altri che si erano uniti a lui: Guido Viero, suo compagno azzurro in Francia, Cristian Gamba e Thomas Dalla Bona, con Riccardo Rosso. «Quando si è affiancata l’ammiraglia Beppe mi ha detto delle parole molto particolari, ossia che ero un vincente. Io ci ho creduto sino all’ultimo, anche se forse sulla salita avrei dovuto gestire un po’ di più e aspettare di essere più vicino alla cima, però la vittoria è arrivata ed è la cosa più importante». E infatti sul finire dell’ultima salita, il veneto Rosso lo raggiunge, staccando gli altri. Si forma un tandem che negli ultimi 4 km di discesa conserva una decina di secondi sugli inseguitori: Balliana imposta la volata di testa e non lascia scampo al compagno di fuga: è campione italiano.

La soddisfazione

«Questa maglia è il coronamento di tantissimi sacrifici», dice Balliana dopo aver indossato la maglia che potrà portare sino a fine stagione, con le insegne della Ecotek Zero24, «perché io non vivo più nella mia amata terra, la Sardegna, vivo a Brescia per inseguire il mio sogno. Devo ringraziare il team Ecotek Zero24 e tutte le persone che mi hanno supportato in questi due anni lontano da casa che sono stati molto difficili. Il presidente Luigi Braghini, le figure della squadra. Paolo Novaglio con cui vivo che è come un secondo papà, la mia ragazza e soprattutto la mia famiglia». Giovedì 24 settembre a Montreal ci sono i Mondiali Juniores: è tempo di sognare in grande.

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