1929-2026

«Il suo impegno un dono per gli altri» 

Nell’omelia il ricordo di Soddu. Telefonata di cordoglio di Mattarella ai figli 

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Padre, fratello, mentore ed eterno studente. I volti di Pietrino Soddu, scomparso nei giorni scorsi a 97 anni, sono ritornati nell’ultimo saluto, ieri nella chiesa di Mater Ecclesiae. «Qui dove era la sua comunità parrocchiale», dice durante il funerale don Massimiliano Salis. Ma le comunità del politico, sette volte presidente della Regione, per undici anni in Parlamento (dove è diventato amico del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiamato i figli per manifestare la sua vicinanza), appaiono molteplici nelle parole di chi l’ha conosciuto e amato, o talvolta avversato, ma sempre rispettando una delle figure cardine dell’Isola tra il XX secolo e il nuovo millennio. Vi è, per prima, la dimensione di Benetutti, dove nasce nel 1929 e, per i giochi del destino, chiude la sua carriera, nel ruolo di consigliere comunale, dal 2006 al 2011. Non un declassamento ma sempre, fino all’ultimo, la ricerca della politica concreta, seppur con altri mezzi e scenari. «Ho avuto l’onore di ascoltare tanti suoi consigli», ricorda Daniele Arca, attuale sindaco del paese del Goceano. Il quale rimarca un aspetto di Soddu che offre una delle tante chiavi di lettura sull’uomo. «Non ci ha mai messo in soggezione - sottolinea - Prima di parlare ascoltava quello che avevamo da dire noi. Per metterci a nostro agio».

I ricordi

Umiltà nel porsi, amore per la propria terra e per la sua, appunto, comunità. «Per quel popolo sardo - rimarca Beppe Pisanu - al quale era legato visceralmente». L’ex ministro dell’Interno, dal 2002 al 2006 nel governo Berlusconi, è stato uno dei testimoni della vita nelle istituzioni dell’ex presidente della Provincia di Sassari ma anche di quella nella Democrazia Cristiana dove, nel 1956 con i “Giovani Turchi”, fu tra gli artefici della vittoria alle elezioni del direttivo sassarese della Dc. Uno dei tanti passi intrapresi per rinnovare e propugnare il cambiamento da parte di «uno dei padri nobili dell’autonomia sarda». «Non solo per quello che ha fatto in Regione, e in Parlamento, ma per le idee che ha elaborato e proposto fino agli ultimi giorni della sua vita». Pisanu respinge poi con decisione l’idea che siano stati avversari. «No, per me era soltanto un amico, anzi, un fratello maggiore», dice e richiama l’ultimo recente incontro. «Mi ha rivolto un mezzo rimprovero, diceva che facevo poco, che dovevo farmi sentire di più». Si interrompe, è commosso. «Ora è difficile parlare. Ma quando le lacrime saranno asciugate sarà il caso di riflettere seriamente sui suoi 60 anni da protagonista».

L’omelia

Pietrino l’ispiratore, quello che vede lontano. «Con me è stato decisivo nel convincermi che sarebbe stato importante il mio impegno in politica», aggiunge Renato Soru, anche lui governatore sardo, dal 2004 al 2008. L’imprenditore riflette sulla dimensione altruistica di Soddu, e sulla sua convinzione che «bisognava dare il meglio per sé, la famiglia e la collettività». Una direttrice evocata durante l’omelia da don Salis: «La sua realizzazione era nel lavorare insieme agli altri». Ricorre così, ancora, il concetto diventato una realtà per il politico, e lo dimostra la chiesa gremita dai tanti che hanno ricevuto l’impegno di Soddu «con la logica del dono». «Babbo - assicura uno dei figli, Francesco - sarebbe contento di vedervi in tanti qui». Felice di aver contribuito a creare una comunità.

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