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«Il suo esempio faccia scuola» 

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Da mesi Palla era gravemente malata. Alti e bassi nell’ultimo periodo, poi la fine, annunciata domenica mattina con un post sulla pagina Facebook della clinica Duemari di Oristano. Immediate le reazioni, fra i primi messaggi d’affetto anche quelli della conduttrice televisiva Licia Colò e di Caterina Murino. «Conoscevo bene Palla, ho avuto modo di incontrarla tante volte» spiega l’attrice che alcuni anni fa aveva inaugurato anche il Regno di Palla, la struttura di degenza per randagi. «Palla è stata un esempio, ci ha fatto capire che non bisogna girarsi dall’altra parte – va avanti Murino – anche Monica Pais ci ha dato un esempio di umanità straordinaria e bravura perché l’ha salvata e le ha regalato una vita splendida». L’insegnamento di Palla è stato profondo. «Spero che la storia di Palla possa servire per far cambiare rotta a chi ancora non mostra sensibilità e amore verso gli animali. La strada è tortuosa ma ce lo auguriamo».

Messaggi anche da Elisabetta Canalis, dal garante per i diritti degli animali di Roma, dall’artista Michelangelo Pistoletto che ha ricordato Palla con un post su Instagram e ancora tantissimi volontari come l’associazione dei Gatti scalzi che ringrazia Palla «simbolo di speranza, cura e dignità per gli animali meno fortunati».

I volontari

«Dopo Palla... Polpetta, Pallone, Abelarda, Piricocca, Polpo, Zucchino. Sono solo una parte di tutti i quattrozampe che hanno ricevuto le cure grazie al progetto Effetto Palla, nato dall’intuizione di Monica Pais per non disperdere tutto ciò che la cagnolina ha smosso» scrive la presidente della anta onlus Anna Rita Deiana sulla pagina Facebook. «Siamo felici di aver contribuito e a continuare a farlo, perché Palla non è più fisicamente presente, ma il suo grande progetto non morirà». E proprio l’associazione terralbese aveva avuto un ruolo importante nel ritrovamento di Palla dieci anni fa. «Sei mesi prima del ritrovamento ci era stato segnalato un cane che vagava nelle campagne – racconta – avevamo chiesto più informazioni ma non ci avevano fatto sapere più nulla». A gennaio 2016 nuova segnalazione per altri cuccioli. «Inizialmente pensammo potessero essere i figli di quella cagna e invece non era cosi – aggiunge – Comunque riuscimmo a rintracciare la pitbull col muso gonfio, avvisai il comandante dei vigili urbani e subito partì il soccorso con il recupero con l’addetto della Asl Daniele Pianu». Poi l’arrivo alla Duemari e l’inizio di una splendida favola che non finirà. ( v. p. )

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