Il caso.

Il Sarrabus scende in piazza per il ponte 

Venerdì la protesta raddoppia: corteo a Villaputzu e manifestazione a Cagliari 

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Una grande mobilitazione popolare di protesta venerdì contro la vergognosa situazione del ponte di ferro, chiuso da oltre 2 anni e coi lavori fermi. Una mobilitazione in due momenti: il primo nel cuore di Villaputzu (ore 8.30) con un corteo sino al ponte di ferro. Il secondo a Cagliari a metà mattina, sotto la sede della Città metropolitana. E poi un incontro col prefetto alle 12.30.
Sono queste le modalità della protesta stabilite ieri sera nell’aula consiliare del Comune di Villaputzu durante l’assemblea popolare (molto partecipata) convocata dal sindaco Sandro Porcu e dal comitato spontaneo del ponte di ferro.

«Manifestiamo assieme come Villaputzu e come Sarrabus - è l’invito del sindaco - a prescindere dai colori politici. Abbiamo dato tempo alla Città Metropolitana, ora il tempo è scaduto e risposte non ne abbiamo avuto. In noi c’è rabbia, delusione, frustrazione».

La diffida

Il sindaco Porcu mostra gli ultimi atti compiuti dal Comune di Villaputzu nei confronti della Città metropolitana: una lettera con la richiesta di estromissione immediata della ditta e quindi una vera e propria diffida «per una immediata riapertura del ponte». Una diffida «che ci siamo visti costretti ad inviare anche perché non ci risulta ci sia una nuova ordinanza di chiusura del ponte dopo la prima scaduta lo scorso anno, quando cioè dovevano essere ultimati i lavori».

Città metropolitana

In risposta il sindaco della Città metropolitana Massimo Zedda ha scritto di «ordinanza comunque prorogata» e di «chiusura a tutela della pubblica incolumità».

Ma sono proprio queste ultime le parole che mancano nella prima ordinanza di chiusura, emanata dall’ex Provincia del sud Sardegna. «Per questo - aggiunge Porcu - nel 2024 abbiamo presentato ricorso al Presidente della Repubblica. Per il momento senza risposta. Adesso stiamo valutando di ricorrere anche al Tar. I danni che stiamo subendo sono incalcolabili. Il paese sta morendo».

Doppia protesta
Ora però il pensiero è rivolto alla manifestazione di venerdì. «Sentiamoci tutti parte attiva - aggiunge il presidente del comitato Antonio Congiu - assieme possiamo davvero farci ascoltare». I cittadini chiedono «anche azioni che provochino disagi, magari a Cagliari». La protesta, insomma, potrebbe diventare sempre più forte. Soprattutto se non arriveranno risposte positive. E cioè l’estromissione delle ditta e una rapida conclusione dei lavori sul ponte di ferro. Magari - anche se è improbabile - entro il 2026.

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