Il caso

Il Sardus Pater negato a Soddu «Inopportuno darlo a un politico» 

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No, a Pietrino Soddu l’onorificenza di Sardus Pater non s’aveva da dare: era “un politico”, e il riconoscimento – “in un tempo in cui la distanza tra politica e cittadini è così ampia” – sarebbe suonato come “autoreferenziale”. Così avrebbe prima fatto rispondere e poi risposto in prima persona la presidente della Regione Alessandra Todde all’ex presidente del Consiglio regionale Gian Mario Selis, portavoce di una proposta sostenuta da oltre cento personalità del mondo politico, culturale, accademico, sindacale e del lavoro.La vicenda emerge a un mese dalla scomparsa dell’uomo che fu presidente della Regione per sette volte e deputato per undici anni, un protagonista della stagione fondativa dell’autonomia sarda: a darne conto, una nota postata dallo stesso Selis, che non vuole commentare la vicenda, in una chat cui partecipano circa 250 persone, inclusi i proponenti.

La proposta

Il titolo di Sardus Pater, istituito dalla Regione nel 2007, è destinato a personalità che abbiano dato lustro alla Sardegna per meriti culturali, sociali o morali: il primo a esserne insignito fu l’archeologo Giovanni Lilliu, seguito dal genetista Antonio Cao, dalla Brigata Sassari, dalla cooperante Rossella Urru e – ultimo di cui si abbia notizia, nel 2013 – l’urologo Mauro Frongia. La proposta per Soddu nasce lo scorso dicembre, quando l’ex presidente ha già 96 anni: un gruppo di amici chiede a Selis di sottoporla a Todde. Selis lo fa con una lettera in cui ripercorre il ruolo di Soddu nella storia dell’autonomia: dagli esordi come sindaco di Benetutti alla ribellione dei Giovani turchi nella Dc sassarese, dall’attività di assessore alla programmazione e protagonista del Piano di Rinascita alle successive presidenze della Regione, fino all’impegno parlamentare sulle riforme istituzionali e sul regionalismo. Accanto alla dimensione politica, Selis sottolinea la sensibilità culturale di Soddu e il suo sostegno agli artisti sardi.

Dalla Regione, nessuna risposta. Allora i promotori allargano l’iniziativa, raccogliendo l’adesione di oltre cento tra politici e amministratori, sindacalisti, imprenditori, artisti, docenti universitari.

Le risposte

A fine aprile, Selis incontra finalmente il capo di gabinetto di Todde, Luca Caschili: gli viene spiegato che la presidente è «contraria ad attribuire l’onorificenza a un politico». Selis controbatte con alcune osservazioni (la principale: il rischio che le istituzioni contribuiscano a delegittimare la politica) poi messe per iscritto in un’ulteriore nota, nella quale auspica una decisione per il 19 giugno, giorno del 97° compleanno di Soddu. Riscontri? Nessuno. Il 15 giugno Selis scrive direttamente a Todde, che risponde: “In un tempo in cui la distanza tra politica e cittadini è così ampia l’autoreferenzialità tra figure politiche non è ammessa”.

Qualcuno, maliziosamente, ricorda di quando, in vista delle elezioni poi vinte da Alessandra Todde, Soddu si era schierato con quanti, all’interno del Campo largo, chiedevano che la scelta del candidato presidente passasse per le primarie: prevalse invece la posizione di quanti volevano un’investitura diretta di Todde. «Escludiamo che la presidente possa aver avuto motivi personalistici o comunque diversi da quelli esposti a Selis», tagliano corto dalla Regione.

L’invito al silenzio

E Soddu? Fino a quel momento tenuto all’oscuro dell’iniziativa, viene informato e reagisce secondo il suo stile: vieta agli amici di “alimentare polemiche che potessero danneggiare la presidente e la Giunta”. Volontà rispettata, ovviamente, anche se qualcuno caldeggia la presentazione di una mozione parlamentare, ma il tempo incalza: in un soffio è già luglio, poi c’è agosto, e a settembre le condizioni dell’ex presidente, ormai 97enne, precipitano. Muore il 16, un mese esatto a oggi. Resta, scrive Selis, la volontà dei firmatari di ricordare “un uomo considerato una figura essenziale della storia contemporanea dell’Isola, un autentico Sardus Pater da presentare alle nuove generazioni come esempio di impegno politico, sociale e culturale al servizio della Sardegna”.

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