I quartesi.

Il sant’elena pensa al futuro 

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Quartu. L’unico aspetto positivo per il Sant’Elena dopo la goleada patita sul campo dell’Ilvamaddalena, un roboante 2-8 che ne ha sancito la matematica retrocessione in Promozione a quattro giornata dal termine del campionato, è il tempo.

Quello della speranza in un miracoloso recupero si è esaurito, consumatosi virtualmente nella sconfitta di misura per 2-1 a Villasimius l’8 febbraio scorso proprio quando la gara stava terminando e dopo aver giocato una grande partita. Se avessero vinto, i quartesi si sarebbero portati a un solo punto dalla zona playout alimentando entusiasmo e speranze di rimonta, quantomeno verso gli spareggi salvezza. Tra fine gennaio e inizio febbraio i biancoverdi hanno espresso il loro miglior calcio: compatti dietro, pronti a ripartire sulla spinta inesauribile degli immortali Ragatzu e D’Agostino, erano reduci dal brillante successo sul campo del Carbonia e dall’aver imposto il pari interno al temibile Lanusei.

Da quel giorno, il crollo: sette sconfitte consecutive e addio Eccellenza. Quasi superfluo ribadire i numeri, una sfilza di statistiche da matita rossa. Se proprio si vuole centrare l’attenzione su un dato, balza all’occhio la differenza reti, meno 35, soprattutto a causa delle 57 subite: oltre due a partita. Una enormità. E a prescindere dall’ultima goleada subita a La Maddalena, il Sant’Elena ha sempre palesato difficoltà nel mantenere un certo equilibrio tra i reparti, indispensabile per organizzare un’adeguata fase difensiva in un campionato in cui gli errori si pagano cari.

Qui si torna all’inizio: al fattore tempo, che la dirigenza ha sempre considerato decisivo in negativo, vista l’ufficialità del ripescaggio avvenuta solo a inizio agosto, per allestire una squadra competitiva. Ora che la retrocessione in Promozione è ufficiale già da fine marzo, la società ha proprio nel tempo il principale alleato per preparare l’immediata riscossa.

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