Il lutto.

Il saluto al prof prestato alla politica 

È morto Bruno Terlizzo: docente, intellettuale ed ex consigliere comunale 

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È stato un intellettuale che ha rivolto il suo sguardo a ricerca storica, giornalismo, al mondo della Chiesa, alla politica, all’impegno civile, al volontariato. Bruno Terlizzo, morto all’età di 88 anni, aveva molteplici interessi e campi di azione. Era nato a Latina, ma la Sardegna negli anni era diventata il luogo del cuore. «Appena sceso dalla motonave, all’epoca si chiamava così, ricordo di aver incrociato persone dagli occhi spenti, di sicuro tristi. Mi guardai attorno e notai macerie. Dove oggi sorge il Consiglio regionale c’era una sorta di voragine, un buco che ricordava la tragedia dei bombardamenti», disse a Lorenzo Piras in un’intervista di un anno fa su L’Unione Sarda.

La scuola

Ha insegnato Filosofia al liceo Siotto. Era convinto, nel solco dell’insegnamento di don Milani che «la povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo. Si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale. La distinzione in classi sociali non si può dunque fare sull’imponibile catastale, ma su valori culturali».

Il giornalismo

Sull’Unione Sarda, per tanti anni, con articoli sempre puntuali, si è soffermato su questioni religiose e su aspetti che riguardavano il cammino della chiesa sarda con occhio attento e spesso critico. «Scrivevo per L’Unione, su incarico di Fabio Maria Crivelli, pezzi che riguardavano le vicende della Chiesa». Sul quotidiano ha analizzato con acutezza il percorso post-conciliare. È stato uno dei fondatori dell’Istituto Gramsci della Sardegna nel 1990. Le parole dell’autore dei “Quaderni del carcere” sono state per lui un punto di riferimento: «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza».

Gli incarichi

Non è stato solo uomo di pensiero. Consigliere comunale a Cagliari eletto da indipendente nelle file del Pci alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, è riuscito a far convergere e dialogare il solidarismo di matrice cattolica con quello della tradizione comunista. Ha ricoperto anche gli incarichi di assessore provinciale ai Servizi sociali e vice presidente nell’esecutivo guidato da Nicola Scano. Amava il confronto senza dogmatismi, convinto che, solo costruendo solidi ponti di dialogo, si potessero affrontare in modo efficace le emergenze sociali ed economiche della comunità. Si è sempre sentito «un professore prestato alla politica e al volontariato». Era amatissimo dai suoi studenti: «Perché non pretendevo che studiassero per forza, ma provavo a tirar fuori da loro quel che erano riusciti a capire. Ci sono insegnanti che si accaniscono contro i ragazzi, cercando di farli inciampare su quel che non sanno. Un voto non è tutto, nella vita».

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