Produzione, identità, persone e opportunità al centro del dibattito dedicato al sale e alla sua raccolta, ma anche alle prospettive turistiche e ambientali che l’impianto di Sant’Antioco offre. A ospitare l’importante incontro, il Muma Hostel, Museo del mare e dei maestri d’ascia, dove, nella sala conferenze, il personale dirigente di Atisale ha illustrato i temi centrali per il territorio.
L’evoluzione di un lavoro antico, quello della raccolta del sale, che per generazioni ha segnato ritmi e vita della comunità: «Il sale veniva raccolto a mano con fatica e sapienza, fino alle prospettive odierne che intrecciano tutela ambientale, innovazione e turismo sostenibile - ha detto Marina Marrone degli affari generali di Atisale - la salina si conferma luogo di memoria e sviluppo. Dagli anni ’60 a Sant’Antioco, gli stessi lavoratori si sentivano parte integrante della salina e la presenza di alcuni di loro ancora oggi qui testimonia un contesto culturale e ambientale di comunità». Tra i progetti presentati, il Spoke 9 “Placetellers” che ha l’obiettivo di riportare il passato nel futuro attraverso strumenti digitali e nuove narrazioni, finanziato con fondi del Pnrr e la creazione della mappa di comunità della salina, inaugurata al termine della mattinata nella sua versione multimediale. «Un percorso partecipato - ha aggiunto Marina Marrone - che restituisce voce a lavoratori, famiglie e giovani, ricostruendo un patrimonio materiale e immateriale che guarda avanti”. Spazio anche al progetto “Le guide del sale” e a “Pizzico, dalla salina alla tavola”, frutto di una cooperazione sinergica tra le aziende Bon’Ora e la cooperativa Gea ambiente e turismo, vincitrici di un bando europeo denominato “Taste” che verte intorno alla valorizzazione del sale come prodotto del territorio. Non sono mancati i riferimenti al Cammino minerario di Santa Barbara che ha aperto alla fruizione del percorso interno agli impianti. Un sistema integrato tra terra e mare, capace di offrire esperienze reali e virtuali. Significativo il collegamento in remoto con due classi del liceo di Sant’Antioco, coinvolte in un dialogo intergenerazionale che ha unito memoria e consapevolezza ambientale. La prospettiva di una futura comunità del sale fa emergere una visione condivisa: un sito produttivo, un laboratorio di sostenibilità, turismo esperienziale e identità territoriale.
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