Il dibattito.

Il ritorno della posidonia al Poetto 

Alla Prima fermata bagnanti divisi: «È un fastidio, ma serve alla spiaggia» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Al Poetto sembra ancora piena estate: sole, temperature oltre i 20 gradi e spiaggia affollata, complici anche le quattro crociere approdate al porto ieri mattina. C’è anche chi si fa il bagno. «Non siamo a ottobre, oggi è il 72 agosto», scherzano sul bagnasciuga. A fare compagnia ai cagliaritani e ai turisti sono però tornate anche le banquette di posidonia. Dopo i venti e le mareggiate degli ultimi giorni, se ne sono formate diverse soprattutto tra la Prima fermata e Marina Piccola. La presenza della posidonia ha riacceso inevitabilmente il dibattito che a lungo ha caratterizzato l’estate tra chi avrebbe voluto spostarla e il Comune che invece ha ribadito più volte di non volerla rimuovere perché troppo importante per l’ecosistema marino.

Le voci

I pareri in spiaggia sono contrastanti, anche se la sensazione è che ormai sia accettata. «La posidonia serve e va lasciata lì», dicono dal chiosco delle Palmette, consapevoli dell’importanza della pianta acquatica. «Da quando hanno rimosso la barca a vela», ricordano, «la situazione è notevolmente migliorata». Il riferimento è all’imbarcazione che si era arenata a marzo a causa del maltempo e che dopo quattro mesi il Comune ha provveduto a togliere. «La posidonia dà sempre fastidio», racconta un gruppo di bagnanti cagliaritani alla Prima fermata, «soprattutto per l’odore, ma ci conviviamo», proseguono, «a parte questo, però, la spiaggia resta bellissima e continuiamo a venire tutto l’anno». E non sono gli unici a giudicare dalle presenze ieri mattina lungo tutto il litorale, tra chi si gode una semplice passeggiata, chi si fa il bagno e chi prende il sole a pochi passi dalle banquette. «Non è bella da vedere, ma è importante», sottolineano altri cagliaritani in spiaggia, «appena torna il maestrale andrà di nuovo via».

«Non è un’alga»

I motivi dell’importanza della posidonia sono stati spiegati anche ieri durante il convegno “Ammirare”, nell’auditorium del Banco di Sardegna in viale Bonaria. Nel confronto tra istituzioni, amministrazioni e comunità scientifica, è stata ricordata l’importanza della posidonia per l’ecosistema marino e il suo ruolo centrale, come risorsa naturale, per proteggere la spiaggia dall’erosione e rafforzarne la resilienza ai cambiamenti climatici. «Non è un’alga», è stato ricordato più volte nel corso dell’incontro. Matteo Muntoni, direttore generale dell’assessorato della difesa dell’ambiente della Regione Sardegna, ha invece raccontato il piano di gestione della posidonia, approvato dalla Giunta lo scorso luglio: «L’obiettivo è conciliare le esigenze turistiche delle spiagge con la tutela dell’ambiente», ha spiegato, evidenziando anche l’importanza della sensibilizzazione sul tema e il miglioramento della percezione sociale. Angela Rositi della scuola superiore Sant’Anna di Pisa, invece, ha illustrato il progetto “Ammirare”: «Abbiamo tanti obiettivi, il principale è promuovere la resilienza degli ecosistemi costieri», ha detto, «la posidonia è una risorsa che al tempo stesso viene vista come una problematica, ma dev’essere superata». La scuola superiore Sant’Anna di Pisa ha anche svolto una ricerca sulla percezione della posidonia: «Cambia a seconda dello scenario», ha sottolineato la ricercatrice dell’istituto Sara Tessitore, «abbiamo avuto la conferma che la presenza della posidonia è accettata dai turisti in determinate condizioni».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?