Il New York Times

«Il pusher aiutò O.J. Simpson dopo il delitto» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

NEW YORK. A oltre trent’anni dall’omicidio di Nicole Brown Simpson e Ronald Goldman, il New York Times riapre il caso O.J. Simpson. Al centro c’è Joseph Joey Ippolito, narcotrafficante, amico di O.J, morto nel 2006. Secondo suo fratello Sam, intervistato dal Times, quella notte Joey uscì dicendo di dover aiutare un amico. Tornò verso mezzanotte con le mani sporche di sangue e una borsa contenente un oggetto pesante. Si cambiò, infilò i vestiti nella borsa e chiese al fratello di disfarsene. Sam sostiene di averla gettata in un cassonetto vicino a Sunset Boulevard e di aver sentito Joey dire al telefono di essere andato ad «aiutare O.J.». Ippolito avrebbe poi atteso Simpson in un aeroporto privato. Arrestato dopo la fuga, Ippolito era diventato un informatore dell’Fbi e aveva dato indicazioni sull’arma del delitto mai ritrovata e sui tentativi di Simpson di sbarazzarsene. Informazioni trasmesse ai procuratori di Los Angeles, ma troppo tardi per essere utilizzate nel processo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?