Lanusei.

«Il Punto nascita in ospedale riaprirà tra sei mesi» 

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Lanusei torna a nascere. Il leit motiv della relazione del direttore generale Andrea Fabbo non lascia dubbi sulle intenzioni dell’azienda di porre fine ai viaggi delle partorienti, su strade indecenti e spesso prive di segnale telefonico. Il manager, introducendo la conferenza socio sanitaria, ha dettato la road map. In primis rafforzamento delle risorse, con pediatri e tecnologie d’eccellenza, quindi il potenziamento dei servizi, la valutazione delle collaborazioni con l’ospedale Bambin Gesù per un supporto più qualificato alle risorse umane. Questi gli step per porre fine all’emergenza numero uno della sanità ogliastrina. Nel dettaglio la Regione avrebbe già individuato il primo pediatra mentre altri due sono in fase di definizione. Inoltre è previsto l’acquisto di due macchine ultrasonografica di ultima generazione e top di gamma. Certo la Regione dovrà fare la sua parte: «Servirà una deroga per aprire sotto i 500 parti ma la Regione sta investendo ingenti risorse e la riapertura potrebbe avvenire già tra sei mesi». Lo sguardo ha poi osservato le principali esigenze del territorio. Fabbo, cominciando dalle buone notizie: i dipendenti sono 755 ma nel 2027 aumenteranno fino a 909. Tra le priorità quella di potenziare la telemedicina, la Asl avrà un vero e proprio ospedale virtuale parallelo a quello fisico. E poi gli infermieri di comunità, con risorse in arrivo per la formazione: «Non solo nelle case di comunità ma anche dove non ci sono». Tra le note dolenti un numero di screening bassi ma il tour della salute ha dato buoni risultati. «Il tour portato gli screening in diversi paesi dell'Ogliastra per 3291 prestazioni erogate». Il direttore sanitario Nicola Vargas ha messo in chiaro le cose: «Sul punto nascita dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulla sicurezza che proviene dagli standard di qualità. Dopo anni di chiusura vengono meno le skills per cui abbiamo necessità di fare un aggiornamento. Pretendere che ci siano in reparto in neonatologi ultraspecializzati». E poi il futuro, la telemedicina: «Deve essere anche teleconsulto e telemonitoraggio. Posso seguire una persona anche alle cure domiciliari e decidere se il paziente deve tornare in ospedale». La presidente della Regione Alessandra Todde ha sottolineato la puntualità di dialogo tra conferenza e Regione mettendo l'accento sul punto nascita. «Quello che abbiamo fatto è stato cercare di capire cosa hanno fatto gli altri contesti, abbiamo studiato e scoperto che esistono dei punti nascita all'Isola d'Elba e in Val di Fassa. Seguire dei contesti già esistenti ci aiuta ad avere certezza rispetto a quello che stiamo portando avanti, avere già casistiche certe per chiedere la deroga». Sei mesi passano in fretta e il presidente della conferenza Davide Burchi è fiducioso. «Sono sicuro che io e la presidente Todde taglieremo insieme il nastro inaugurale del punto nascita».

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