Il conflitto

«Il processo di pace ricomincia» 

Zelensky vede l’inviato Usa Witkoff, che ora volerà a Mosca da Putin 

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Oslo. Colloqui «importanti e costruttivi», il processo di pace è «di nuovo in carreggiata», ora bisogna «guardare avanti»: Volodymyr Zelensky e i suoi partner europei provano a voltare pagina sullo scontro aperto con gli Stati Uniti, al termine di un incontro a Oslo con l'inviato americano Steve Witkoff che si preannunciava tutt'altro che amichevole.

Il percorso

Il primo risultato è che ora la condivisione dell'intelligence Usa necessaria a difendersi dai micidiali attacchi russi «funziona» di nuovo, ha annunciato Zelensky in conferenza stampa. Dando concretezza a colloqui che se da una parte hanno tentato di riportare l'unità in Occidente, dall'altra hanno prodotto «proposte» che nelle prossime ore saranno portate da Witkoff a San Pietroburgo per un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin.

Colloquio che tenterà di «spianare possibilmente la strada a un incontro tra i leader». Seppure le dichiarazioni al termine dell'incontro a Oslo portano sollievo dopo giorni di caos tra i partner occidentali, la mancanza di dettagli sui contenuti delle proposte non aiuta a dissipare i dubbi sul piano occidentale per mettere fine alla guerra: stando al New York Times, Donald Trump sta cercando di persuadere l'Ucraina ad accettare un accordo di pace che includa concessioni territoriali nel Donbass.

Il presidente sarebbe determinato a imporre l'intesa a Zelensky dicendogli che resistere per mantenere le porzioni occupate delle province orientali del Paese non vale la pena, e che ci sarebbero soldi da guadagnare anche per l'Ucraina se solo abbandonasse le sue obiezioni. Indiscrezioni che giustificano la richiesta di Zelensky di convocare la riunione a Oslo, alla quale hanno partecipato anche Jared Kushner - sebbene da remoto per un'influenza - insieme al primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, il presidente finlandese Alexander Stubb e - stando ad Axios - anche rappresentanti dei Paesi E4 (Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) e funzionari dell'Ue e della Nato.

Il vertice

«Stiamo lavorando per trovare una soluzione. Abbiamo idee chiare su come giungere alla pace, un impegno che ci vede uniti ai nostri partner europei. E vogliamo che gli americani presentino queste proposte alla Russia», ha detto Zelensky, tornando a proporre un vertice trilaterale tra leader e bocciando invece un incontro Trump-Putin-Xi senza coinvolgere Kiev: «Se si parla dell'Ucraina e del nostro futuro, la cosa può essere accettabile solo se noi siamo presenti al tavolo», ha sottolineato.

La denuncia

Il ritorno della condivisione dell'intelligence con l'Ucraina è certamente un passo avanti per superare la crisi. «Le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti», aveva denunciato in mattinata Zelensky in un'intervista al Corriere della Sera, prima di accusare Washington di ritardare deliberatamente la consegna di missili intercettori pur essendo già pagati dagli europei. «Non c'è nulla che venga deliberatamente negato all'Ucraina», la replica nel pomeriggio del segretario di Stato Marco Rubio, che ha parlato direttamente con Zelensky in una telefonata di 45 minuti per chiarire che Trump non aveva impartito alcun ordine per danneggiare Kiev.

Ma nel frattempo i droni russi hanno preso di mira l'autostrada Kiev-Odessa uccidendo tre persone e ferendone altre quattro. E a Kramatorsk, nel Donetsk, le autorità ucraine hanno riferito che tre civili sono morti in un bombardamento sulla città.

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