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Il presidente posticipa l’addio al Carbonia 

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Carbonia. Si sta nel limbo per due settimane: le preannunciate dimissione di Andrea Meloni, presidente del Carbonia, rimangono nel congelatore perché è saltata per mancanza di numero legale la seduta del consiglio direttivo, prevista una prima volta per il 20 febbraio e una seconda per domenica pomeriggio.

Occorre dunque riconvocarla ma passeranno intanto quindici giorni, durante i quali potrebbe accadere di tutto: sia che il massimo dirigente (in carica dalla scorsa estate) ci ripensi e resti alla guida del club, nominalmente e dal punto di vista dell’apporto economico, sia che confermi la sua decisione. «Ogni provvedimento è sospeso almeno per le prossime due settimane in attesa della nuova assemblea», conferma Meloni, il quale ha anche addotto motivi di salute per la sua iniziativa.

In questo periodo il Carbonia potrà continuare a guardarsi attorno per capire chi, già in questa stagione o magari dalla prossima, potrebbe farsi avanti per rilevare il club. Erano settimane, forse mesi, che trapelava ai vertici un certo disappunto associato alle non floride condizioni economiche della società. Non lo sono adesso, non lo erano in passato e non è mai stato un mistero per nessuno, vecchia e nuova dirigenza. Ora però il preannunciato addio del patron potrebbe imprimere una sorta di svolta, in negativo o in positivo. Intanto la squadra grazie alla vittoria contro il Santa Teresa ha tirato una boccata d’ossigeno in campionato.

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