L’intervista.

Il presidente della Provincia: «Un disastro ambientale, devono rimediare» 

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«Un disastro ambientale, un danno inaccettabile ai corsi d’acqua e alle terre a valle che denota una totale noncuranza delle prescrizioni rilasciate dall’autorizzazione integrata ambientale e, soprattutto, il totale abbandono di questa vasca che evidentemente andava monitorata e svuotata prima del raggiungimento del limite massimo come veniva fatto in passato». Il presidente della Provincia Mauro Usai ieri ha trascorso la giornata in ufficio con tecnici e consulenti in contatto con Portovesme srl, Regione, Arpas e Corpo forestale e anche quella di oggi si annuncia una giornata campale.

Presidente, che cosa comporta quanto accaduto?

«Siamo davanti a un danno ambientale che, in quanto sindaco di Iglesias, mi costringe a emanare un’ordinanza per interdire l’uso del suolo e l’accesso ai territori dove si estende la contaminazione. Una situazione intollerabile».

Il maltempo ha influito rendendo inevitabile il danno?

«La Portovesme srl parla di un problema causato dalle ultime forti piogge, ma intanto non sappiamo da quando si sta verificando lo sversamento, visto che in zona piove da gennaio ininterrottamente e nessuno ha segnalato il problema fino a quando non lo abbiamo scoperto per caso con il nostro sopralluogo».

Nessuna comunicazione?

«No, ed è gravissimo. Oltre alla macelleria sociale fatta in questi anni con la riduzione dell’attività nel polo industriale di Portovesme assistiamo a una superficialità nella gestione di presìdi che avrebbero dovuto monitorare ora dopo ora, soprattutto per via del maltempo».

Come vi state muovendo?

«Abbiamo chiesto un intervento di tutte le autorità competenti a tutti i livelli. Abbiamo prima di tutto imposto alla Portovesme di conferire altrove e in sicurezza il contenuto della vasca. Occorre intervenire subito a costo di servirsi di più impianti di smaltimento qualora quello utilizzato solitamente non dovesse accogliere tutto il materiale da smaltire. Nessuna tolleranza, siamo arrivati al limite massimo di sopportazione e chiederemo al più presto al Prefetto una convocazione al comitato di pubblica sicurezza».

Come prevenire nuove emergenze?

«Intanto pretendendo che l’ordinanza appena emanata venga rispettata alla lettera senza ulteriori deroghe. Poi chiederemo un incontro con Glencore: vogliamo parlare con la proprietà e non con chi la rappresenta nel territorio perché ai nostri occhi è ormai totalmente inaffidabile. Oltre al dramma lavorativo ci hanno costretto ad assistere alla devastazione del territorio e questo non lo possiamo più accettare».

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