«Io antidemocratico? Quando mai. I ragazzi mi hanno addirittura ringraziato». Roberto Bernardini è il dirigente scolastico, quelli che un tempo si chiamavano presidi, del liceo scientifico Alberti di Cagliari che ha firmato una circolare, la famigerata 171, con la quale avvisa gli studenti e le famiglie che in caso di sciopero le assenze passeranno attraverso il giudizio severo del Consiglio di classe per la valutazione del voto in condotta.
La protesta
A ottobre i suoi liceali, come altri migliaia di studenti del capoluogo, hanno scioperato per contestare le gravi inefficienze della sede centrale, in viale Colombo, sul quale soffiano da tempo venti di incertezza sul futuro. Le carenze strutturali sono talmente gravi che da tre anni un’ala è transennata per inagibilità. I soldi per la riqualificazione ci sarebbero, quello che manca è – secondo il dirigente – la volontà politica. «Gli studenti hanno tutti i diritti di protestare, il punto sono le modalità e i tempi», premette Bernardini dall’ufficio di presidenza al primo piano con vista sul Golfo degli Angeli, un angolo di paradiso terrestre. «Il 12 e il 13 ottobre sono state indette delle manifestazioni ben organizzate, anche attraverso l’uso dei social, nella pineta all’esterno dell’edificio. Le iniziative, però, ben presto sono degenerate, anche per l’intervento di figure esterne alla scuola, con il lancio di uova e l’incendio di sterpaglie». Caos e pericoli che per il dirigente hanno raggiunto livelli di guardia, da qui la circolare dai toni perentori. «Come noto, le azioni di sciopero, previste per i lavoratori solo se indette dai sindacati, non sono previste per gli studenti e costituiscono infrazione al regolamento scolastico in quanto impediscono il regolare svolgimento delle lezioni e privano gli interessati del diritto allo studio».
Voto in condotta
Per essere più chiaro, Bernardini annuncia tolleranza zero per altre assenze di gruppo. «Saranno valutate dai Consigli di classe per il voto in condotta nel primo quadrimestre». Mica un dettaglio, con le nuove norme si determina in modo diretto l’ammissione e la valutazione finale dello studente. Chi ha un giudizio superiore al 7 non ha problemi, altrimenti sono guai che possono portare alla bocciatura. «Stiamo parlando di abbassare di un punto la valutazione della condotta, che avrà valore solo nel giudizio finale, a giugno».
Niente assemblea
A surriscaldare il clima, anche il “no” all’utilizzo di spazi scolastici per l’assemblea d’istituto. «I rappresentanti avevano ipotizzato il 14, cioè il giorno successivo ai due scioperi. Non era ammissibile un ulteriore perdita di lezioni, anche perché il venerdì successivo era in programma la protesta del personale scolastico».
L’invito
Bernardini è finito nel mirino delle critiche, ma firmerebbe nuovamente disposizioni simili. «Le famiglie dovrebbero ringraziarmi per aver fatto rientrare gli studenti in classe, e vigilare affinché i propri figli si rechino regolarmente a scuola».
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