La scoperta.

Il porto antico riemerge dagli scavi 

Nuovo ritrovamento archeologico in via Roma: Soprintendenza al lavoro 

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Dagli scavi di via Roma riemergono i reperti della città del passato. A due mesi dalla sua apertura, anche dal cantiere per la nuova linea della metropolitana leggera – come già avvenuto in altre circostanze – spuntano dal sottosuolo i segni della Cagliari che fu.

In questo caso, i ritrovamenti sono stati a metà del lungo rettilineo che prima del 16 marzo veniva percorso da bus e taxi. Una struttura, ancora da catalogare per epoca e tipologia di costruzione, che è venuta alla luce nei giorni scorsi quando gli operai sono entrati in profondità nell’area recintata del cantiere. Che, da oggi a domenica, vedrà i lavori sospesi durante l’America’s Cup ma che non subirà uno stop per questo rinvenimento.

Primi esami

Una volta che sono emersi i primi segnali del ritrovamento, a muoversi immediatamente – come da prassi in queste situazioni – è stata la Soprintendenza. «Si tratta di una serie di blocchi che, probabilmente, facevano parte di una piattaforma: presumiamo che siano banchine o qualche altro elemento del vecchio porto», fa sapere Sabrina Cisci, funzionaria della Soprintendenza e responsabile della tutela archeologica dei monumenti di Cagliari.

Per capire di cosa si tratti ci sarà ancora da aspettare, anche se non dovrebbe essere per molto. «Le indagini sono iniziate nella mattinata di mercoledì e dovrebbero essere rapide», prosegue Cisci. «La prima verifica era su eventuali strutture di età post-medievale, spagnole o piemontesi, ma non ha nulla a che vedere. Un parere definitivo ancora non c’è, ma intanto abbiamo scartato che si possa trattare di un bastione e andiamo su qualcosa di portuale».

Niente stop

Dalla prossima settimana, finita la regata preliminare di vela, i lavori proseguiranno. E l’obiettivo è che vadano avanti con un’idea ben precisa di cosa sia emerso in questi giorni. «Le attività di cantiere procederanno in tutti gli altri siti non interessati dalle verifiche», afferma Carlo Poledrini, direttore centrale dell’Arst. «Contiamo si possano concludere a breve. Nel frattempo, procederemo con alcune attività di ulteriore scavo secondo le indicazioni della Soprintendenza, al fine di consentire gli accertamenti del caso e le conseguenti azioni da compiere».

I lavori sono cominciati il 16 marzo, quando è stata chiusa l’ex corsia preferenziale ed è stata cambiata la viabilità. Già dai primi giorni erano partiti gli scavi, proseguiti senza sosta in questi due mesi e che ora hanno trovato il primo vero ostacolo. Per l’America’s Cup era previsto che venissero coperti da dei teloni col logo dell’evento, soluzione poi scartata dopo che erano spuntate alcune criticità.

Le verifiche

Ieri, nell’area del cantiere, accanto alle ruspe e agli operai era presente un’archeologa professionista che segue le indicazioni della direzione scientifica della Soprintendenza. «L’obiettivo che abbiamo dato è di trovare qualche connessione e capire la destinazione d’uso dell’opera e la cronologia, per dare un nome a questo manufatto», indica Cisci.

Il cantiere ora si divide in due parti: un’archeologa seguirà i lavori, un altro professionista le indagini archeologiche. E, in accordo fra Soprintendenza e Arst, si è deciso di spostare di qualche metro una struttura che doveva essere realizzata in quel punto. In modo da preservare l’ultimo pezzo dell’antica Cagliari che dopo secoli ha rivisto la luce.

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