Il racconto.

Il pizzaiolo ferito: «Ho difeso una ragazza e mi hanno aggredito» 

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Luigi De Micco, ristoratore napoletano di 58 anni arrivato nell’Isola a soli vent’anni, rompe il silenzio sulla brutale aggressione subita sabato sera. «Ho reagito d’istinto – racconta – è la mia indole. Ho visto una ragazza in grande difficoltà, stavano cercando di scipparla proprio vicino ai tavoli. Non potevo restare fermo».

Un gesto che poteva costargli caro. «Abbiamo rischiato anche noi: erano in tanti, non un gruppo isolato», precisa. Eppure, dopo essere stato medicato, De Micco ha scelto di non lasciare il locale né i suoi dipendenti. «Sono rimasto lì. Un capitano non abbandona la nave: questo posto è il sogno di una vita».

Dietro il racconto, però, c’è una preoccupazione che va oltre l’episodio. «Dobbiamo difenderci, perché alcuni sono armati: coltelli, spray, perfino taser. È una piaga che sta crescendo».

Il paragone con il passato è inevitabile. «Napoli un tempo era così. Non possiamo permettere che Cagliari arrivi a quel punto: non è questa la nostra immagine». Poi la voce si fa più personale, quasi affettuosa: «Questa città è una perla del Mediterraneo. Io me ne sono innamorato, come mi sono innamorato di mia moglie e della Sardegna. Ci tengo troppo: non posso vederla ridotta così».

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