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Il nipote Jaafar Jackson diventa re “Michael”  

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Un bambino di 7 anni, stanco delle troppe prove imposte a lui e ai fratelli dal dittatoriale e a volte violento padre Joe, che si rifugia nella lettura, sognando di essere come Peter Pan, l'eterno bambino sempre libero. Ecco uno dei momenti più autentici di Michael, l’atteso biopic del re del pop, firmato da Antoine Fuqua, che pochi giorni dopo l’anteprima mondiale a Berlino è già nelle sale italiane.

Protagonista il nipote del re del pop Jaafar Jackson (figlio di Jermaine), classe 1996, qui all'esordio come attore, in un cast che comprende Colman Domingo nel ruolo del padre di Michael, Joe Jackson; Nia Long in quello della madre Katherine; Kendrick Sampson nella parte di Quincy Jones; Miles Teller in quella dell’avvocato John Branca e Juliano Valdi per Michael da bambino. Il film, realizzato con un budget di circa 155 milioni di dollari, è coprodotto da Graham King insieme a John Branca e John McClain, della Michael Jackson Estate (che gestisce, diritti, beni e patrimonio della popstar morta nel 2009 a 50 anni).

Basterebbe questo a indicare la direzione presa dal film, che non si stacca quasi mai dall'agiografia e snocciola, a passo sostenuto, fatti, episodi e incontri. Si preferisce puntare sull’omaggio a Michael Jackson genio musicale, divo carismatico, sensibile e generoso, dando grande spazio a riproporre nel minimo dettaglio coreografie ed esibizioni piuttosto che approfondire lo sguardo intimo sui personaggi. La forma comunque garantisce quanto basta per rendere felici i fan più devoti all’icona.

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