L’arma.

Il missile dello zar che può colpire l’Europa 

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Kiev. Mosca ha utilizzato ancora la sua nuova arma per colpire in Ucraina. È il missile balistico ipersonico Oreshnik, a medio raggio e in grado di viaggiare ad una velocità tale da eludere le tradizionali difese anti-aeree. Traslitterazione della parola russa che indica il nocciòlo, l’Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta contro un complesso industriale a Dnipro, nel sud dell’Ucraina, il 21 novembre 2024. Poi il 9 gennaio scorso ha colpito nell’oblast di Leopoli. Sabato notte l’ultimo lancio, su una cittadina a circa 60 km da Kiev. Viene descritto come dual-use, cioè progettato per trasportare sia testate convenzionali che nucleari. Secondo diverse analisi tecniche e fonti occidentali, il sistema è anche Mirv (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles), cioè può trasportare più testate separate. Si stima che la sua gittata sia tra i 3mila e i 5.500 chilometri, quindi può colpire anche l’Europa, come ha avvisato il comandante delle truppe missilistiche russe all’indomani del primo utilizzo in Ucraina. Ha una velocità di tre chilometri al secondo e viaggia attraverso l’alta atmosfera, diventando così difficilmente intercettabile dai sistemi di difesa missilistica dell’Ucraina. Si ritiene che l’Oreshnik derivi dall’RS -26 Rubezh IRBM, che è stato testato cinque volte ma non è mai entrato in servizio. Secondo gli esperti, ha probabilmente uno stadio di spinta in meno rispetto al RS-26, e questo ne riduce la gittata.

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