Eccellenza.

Il miracolo Taloro: 27 anni nell’olimpo del pallone sardo 

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Gavoi. L’esatto valore del risultato calcistico è pari all’ardire che tutti i dirigenti hanno avuto in 27 anni. Dal primo presidente nell’anno dell’esordio in Eccellenza, Angelo Buttu (attuale vice), 72 anni, a quello in carica Michele Lavra, che di anni ne ha 27. Un’altra generazione.

Il filo conduttore è identico nella forma e nella sostanza: l’amore per la squadra del paese e la volontà di mettersi a disposizione della società. Un abbinamento che da queste parti si tramanda di padre in figlio. «Perché qui - dice il presidente Lavra - l’unione tra la comunità e la squadra è un valore prezioso». Ogni anno c’è la stessa voglia, la stessa fame. «L’obiettivo è sempre la salvezza», tiene a dire Lavra. Puntualmente arrivata anche nell’anno dei grandi cambiamenti. «Sia in dirigenza che in campo».

Il riferimento è all’addio al calcio di Roberto Mele, qui un’autentica istituzione che ha appeso le scarpette al chiodo dopo una carriera quasi interamente dedicata alla squadra di Gavoi. «Bisognava ripartire con un nuovo progetto e anche quest’anno abbiamo raggiunto l’obiettivo». Lavra sostiene che non ci sia un vero e proprio segreto sulla continuità del club nel massimo campionato. «Qui la differenza la fa la coesione tra società, giocatori, staff tecnico, tifoseria, sponsor e amministrazione comunale: guardiamo tutti nella stessa direzione». Mario Fadda (49) da Siligo è il tecnico diventato figlio di Gavoi. «Sono stato qui da giocatore arrivando ai playoff, che poi ho vinto da allenatore. Quest’anno abbiamo compiuto un miracolo sportivo».

È tornato al Taloro dopo le esperienze con Ossese e Alghero. Conosce bene il dna rossoblù. «Il Taloro è qualcosa che ti entra nella pelle. Qui ti danno tranquillità e serenità, l’ambiente ideale per lavorare senza pressioni». Sarà anche vero che non esiste un segreto per aver piantato solide radici in Eccellenza, ma di una cosa Fadda è certo: «A Gavoi c’è una cultura calcistica molto importante che deriva da quella generale che c’è tra la popolazione. Qui la coesione tra le varie componenti sopperisce al gap economico rispetto ad altre realtà che militano in Eccellenza». Allora, forse, un segreto c’è: «Cultura e passione tramandate dai vecchi ai giovani con una naturalezza incredibile».

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