Avrebbe potuto accompagnare le cerimonie ufficiali organizzate dal Comune, emozionare i capoterresi di ogni età al suono delle prime note, invece l’inno per Capoterra scritto dal maestro Rossano Puddu – proclamato vincitore da una giuria di esperti – non è stato adottato dalla Giunta e la sua esclusione ora diventa un caso politico.
Il protagonista
Nessuno è profeta in patria, e Rossano Puddu, 80 anni, musicista apprezzato anche lontano dai confini nazionali, non fa eccezioni: l’inno con cui aveva preso parte al bando lanciato dal Comune per trovare un testo e una melodia capaci di rappresentare la storia e la cultura di Capoterra non è proprio piaciuto all’amministrazione comunale. Per Rossano Puddu, che si è sentito offeso da alcuni giudizi espressi sulla sua opera durante l’ultimo Consiglio comunale, l’atteggiamento della Giunta è stato inspiegabile: «Ho partecipato al bando insieme ad altri due musicisti, e la mia proposta è stata ritenuta la più valida dalla giuria nominata dal Comune, che mi ha proclamato vincitore; forse non ero io l’artista gradito a questa amministrazione. Ho iniziato a cantare a 6 anni, ho frequentato l’accademia musicale di Roma e nella mia vita ho inciso 450 brani: il video di quest’inno, pubblicato su Youtube, è stato apprezzato da oltre 60mila persone. Sono stato messo da parte con motivi pretestuosi legati alla lingua utilizzata, secondo qualcuno non è un campidanese corretto, ma io scrivo e canto da sempre utilizzando la variante capoterrese: in Aula mi hanno chiamato autodidatta, l’ho trovato molto offensivo».
La polemica
Dai banchi della minoranza, il consigliere Silvano Corda invita la Giunta a riconoscere la vittoria di Puddu: «Credo sia poco serio indire un bando, affidarsi a una giuria per individuare il progetto migliore, e poi sconfessare questo giudizio. Ho letto la relazione della commissione di esperti, l’inno di Rossano Puddu merita di rappresentare Capoterra». L’ex sindaco, Francesco Dessì, parla di magra figura da parte dell’amministrazione: «Tralasciando il fatto che si siano spesi 400 euro di fondi pubblici per formare questa giuria di esperti, mi chiedo che senso abbia indire un bando se poi non si riconosce il vincitore». Il sindaco, Beniamino Garau, chiarisce la situazione: «Il giudizio della commissione di esperti serviva per offrire una valutazione dei brani in gara, ma non era vincolante, paradossalmente avremmo anche potuto sceglierne un altro. Mi spiace che Rossano Puddu si sia sentito offeso, per noi resta un grande artista: alla cerimonia di riconoscimento di Capoterra come città premieremo chi ha dato lustro in diversi campi alla nostra comunità, e ci piacerebbe tanto tributargli il giusto riconoscimento per la sua carriera».
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