Carburanti.

Il ministro ai petrolieri: «Stop alle speculazioni» 

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«Tenete i prezzi bassi e non fate i furbi: se la quotazione del petrolio scende, deve calare anche il prezzo dei carburanti. E se provate a speculare, il governo è pronto ad adottare tutte le misure per fermarvi, compreso tassarvi gli extraprofitti». L’avvertimento ai petrolieri sul caro carburanti è stato lanciato due volte ieri dall’esecutivo. Alla mattina dalla premier Giorgia Meloni alla Camera, nell’informativa sull'attività di governo: al pomeriggio dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in un incontro con le principali compagnie petrolifere. «L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi», ha detto Meloni in parlamento «compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche». Mercoledì le quotazioni del petrolio erano scese del 16%, dopo l’annuncio della tregua in Iran. Ma il giorno dopo i carburanti alla pompa sono ancora rincarati. Il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale ieri è salito a 1,792 euro al litro per la benzina (mercoledì era 1,789 euro) e a 2,184 euro al litro per il gasolio (2,178 il prezzo del giorno prima). Insomma, i prezzi alla pompa salgono subito ad ogni aumento del greggio, anche se magari benzina e gasolio sono stati acquistati mesi prima. Ma non scendono con la stessa velocità quando le quotazioni calano, come hanno fatto notare le associazioni dei consumatori Unc e Codacons.

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