delitto di Anguillara

Il marito crolla: «Ho ucciso Federica» 

Al Gip avrebbe detto di averlo fatto per non perdere l’affidamento del figlio 

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Civitavecchia. È durato sei ore l’interrogatorio fiume nel quale Claudio Carlomagno ha ammesso di avere ucciso la moglie Federica Torzullo dopo una violenta lite scoppiata nella loro villetta di Anguillara, vicino a Roma. «L’ho uccisa per non perdere l'affidamento di mio figlio», ha raccontato al gip di Civitavecchia. Carlomagno ha detto di avere ucciso la moglie, dalla quale si stava separando, con un coltello trovato in casa. Nel corso dell’interrogatorio ha fornito anche elementi utili al ritrovamento dell'arma utilizzata e ieri gli investigatori erano al lavoro per individuarla.

La lite in bagno

La morte di Federica, stando a quanto avrebbe raccontato lui stesso al giudice, risalirebbe alle prime ore del 9 gennaio: il diverbio sarebbe iniziato intorno alle 6.15 della mattina, quando la donna era il bagno. poi una colluttazione che a detta dell'uomo si è protratta per circa 45 minuti durante i quali Federica, secondo quando emerso anche dall'esame autoptico, ha cercato di difendersi, di sottrarsi a quella furia. Un racconto, arrivato dopo giorni di totale silenzio, che però non convince del tutto gli inquirenti, al lavoro per individuare eventuali complici.

L’ultimo video

Dopo la coltellata fatale sul lato sinistro del collo Carlomagno si sarebbe accanito colpendo l’addome e il ventre, anche quando Federica era già morta. Sul corpo sono stati individuati anche segni di ustioni, il che avvalora l’ipotesi che abbia tentato di dare fuoco al cadavere per ostacolarne il riconoscimento. Dopo il delitto Carlomagno è uscito di casa ed è andato nella zona della sua azienda: vicino a un canneto ha scavato, secondo il suo racconto senza l’aiuto di nessuno, la buca dove poi ha seppellito Federica, completamente nuda. Il cadavere è stato gettato da una scavatrice, tanto che sul corpo sono state riscontrate fratture da schiacciamento. Prima di distruggere il cellulare della moglie lo ha usato per inviare alcuni messaggi alla madre di lei. La sua confessione è arrivata quando il quadro indiziario a suo carico era già solido, con elementi come il video della telecamera che ha inquadrato Federica mentre rientrava a casa l'8 gennaio senza poi più uscirne. I pm contestano il reato di femminicidio, la nuova fattispecie introdotta a dicembre, e ora per Carlomagno si prospetta una condanna all'ergastolo. «Il mio assistito è certamente consapevole della gravità del crimine che ha commesso - ha commentato l’avvocato Andrea Miroli dopo l'interrogatorio - Ci troviamo di fronte ad una tragedia che non avrebbe mai dovuto accadere, a cui non avremmo mai voluto assistere. Carlomagno si sta svegliando da un incubo in cui sicuramente si è trovato. Certamente si rende conto di aver distrutto tre famiglie, di aver sottratto il figlio alla madre».

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