Il Maìa di Siddùra, Vermentino di Gallura Docg Superiore, è stato tra i protagonisti del workshop firmato Wine Spectator, uno dei momenti più rilevanti per la Sardegna al Vinitaly 2026, e ha contribuito alla lettura contemporanea del Vermentino come espressione identitaria e competitiva a livello internazionale. La partecipazione della cantina gallurese si è inserita all’interno di una selezione ristretta di produttori invitati a rappresentare l’eccellenza dell’Isola, con una degustazione tecnica guidata da Alison Napjus, Senior Editor & Tasting Director della rivista per alcune delle principali aree vitivinicole mondiali. «Siamo onorati di essere stati scelti con il Maìa, il nostro primo nato che incarna l'essenza stessa di Siddùra», spiega Dino Dini, enologo della cantina. «Il vero segreto di questo Vermentino è l’affinamento: fermenta e affina negli stessi recipienti, grandi botti di rovere da tremila a quattromila litri».
Dice il direttore generale di Siddùra, Mattia Piludu: «È stato un passaggio importante per affermare il lavoro fatto sulVermentino di Gallura e contribuire a rafforzare il posizionamento della Sardegna nel panorama del vino di qualità».
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